martedì 18 marzo 2008

Quelli che lo schiacciasassi...

...ne hanno combinata un'altra o meglio, mi hanno ispirato un altro post. La trasmissione Caterpillar mi tiene compagnia durante la mezz'oretta di viaggio che mi riporta a casa dal lavoro (quando non faccio troppo tardi...). E così ho potuto ascoltare un parte della loro telecronaca della XIII giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie, che quest'anno si è tenuta a Bari.
Qualche anno fa ho avuta la fortuna di incontrare di persona Don Ciotti, una persona dall'energia travolgente. La mafia è una di quelle piaghe come il riscaldamento globale, sembra inevitabile, e sembra che il singolo non possa farci niente. E forse è così. Ma io sono testarda e anche un po' illusa, e penso che mille piccoli gesti possano fare la differenza e che si debba fare almeno il minimo che si può.

E quindi ecco il mio veramente minimo-minimo, un bella zuppa di ceci coltivati sulle terre confiscate , condita con il peperoncino atomico della Cooperativa Valle del Marro. La ricetta è un'altro capolavoro del solito cavoletto e la trovate qui anche se rispetto alla sua io ho usato i ceci già cotti e imbarattolati precedentemente, in modo da prepararla più velocemente, una sera che avevo proprio voglia di una robina calda. In questo modo però i sapori non si sono amalgamati proprio alla perfezione, almeno lì per lì... Insomma, era buona ma la sera seguente, dopo la giusta meditazione era fe-no-me-na-le!! Grazie come sempre, Sigrid!! Di seguito la mia variante.


ZUPPA DI CECI MEDITABONDI

Per due persone:
Un barattolo di ceci cotti
cipolla 1/2
sedano 1 gambo
carota 1/2
limone 1/2, il succo
aglio 1 spicchio
cumino macinato 1 cucchiaino
crema di peperoncino 1 punta di cucchiaino
sale pepe nero macinato
sesamo per decorare
brodo vegetale circa... boh! a occhio ;)
olio evo

Tritare gli odori, e farli rinvenire in una pentola capiente insieme a 4 cucchiai di olio d’oliva, finché sisultino leggermente dorati. Aggiungere l’aglio, il cumino e una presa di pepe, e infine i ceci scolati. Far andare per un minuto, poi coprire con il brodo a temperatura ambiente, e portate a bollore il brodo (o anche meno, insomma, non bisogna stracuocere i ceci) Passato questo tempo, spegnere tutto, frullare la zuppa. Se avete tempo, fatela riposare un po' perchè i sapori si fondano per bene (l'ideale è una nottata in frigo). Poi scaldare, aggiungere tre cucchiai di succo di limone, mescolare, e servirla con un po’ di sesamo e cumino e ,se piace, una punta di pasta di peperoncino.



Una piccola nota sugli odori: essendo io una disorganizzata cronica dai minuti sempre contati cerco sempre di avere un po' di tutto in freezer. Ultimamente trito insieme cipolla, sedano e carota e li congelo nelle vaschette del ghiaccio (trovo ottime quelle morbidine di ikea) così ho il soffritto pronto ogni volta che mi serve.

3 commenti:

gds75 ha detto...

se si può vivere a napoli come se non esistesse (ovvero sempre tenendo presente la legalità) magari si può anche arrivare ad averla veramente....

Ciboulette ha detto...

Elisabetta pe me è un'orgoglio che questa iniziativa si sia tenuta a Bari.....e la tua adesione con questo piatto (che oggi con questo freddino...mmmhh ci sta benissimo!)ti fa onore!

Per la serie separate alla nascita: anche io ascolto sempre Radio2 all'andata e ritorno dal lavoro, e quando non riesco a beccare Caterpillar vuol dire che ho fatto troppo tardi!!!
Un bacio e tanti tanti auguri di Buona Pasqua!!!!!!!!!!!!

Elisabetta ha detto...

Ciaooooo Buona Pasqua anche a te e a quegli altri due o tre che passano di qui!!
Un bacio forte