domenica 1 marzo 2009

Gnocchi di ricotta



Certo che la vita è strana. Qualche tempo fa, durante il nostro periodo abruzzese, assaggiai in un ristorante delle polpette di ricotta che mi rimasero nel cuore. Come tante altre cose, culinarie e no, dell'abruzzo, ma non divaghiamo. Erano degli gnocchi di sola ricotta (e cacio, e uova, ma questo non fa notizia trattandosi di una ricetta abruzzese :) senza un guscio, senza altro ripieno. Che non si capiva come facevano a non sfaldarsi, anche con il solo peso della salsa di pomodoro fresco che le circondava. Il ristorante, se non ricordo male era La conca alla vecchia posta.
A nulla valse l'acquisto di un voluminoso volume di cucina abruzzese, nè le richieste a vicini autoctoni: il mistero delle polpettine permaneva. E se ve lo state chiedendo, no, credo che non avrò mai abbastanza faccia tosta da andare a chiedere la ricetta a un ristoratore.
Mai mi aspettavo di trovare una ricetta molto simile in un blog americano. Ma che ci volete fare, la vita è strana. Il blog in questione è quello di Pierre Lamielle, giornalista, illustratore, cuoco, e chi più ne ha più ne metta. Se potete fateci un giro perchè il blog è molto carino, pieno di illustrazioni che mettono allegria.
Tornando agli gnocchetti, questi non sono proprio della consistenza che ricordavo, in questa ricetta le polpettine hanno un guscio piuttosto consistente che non ricordo nel primo assaggio. Ma è anche passato un bel po' di tempo e le mie cellule della memoria non sono mai state molto sveglie neanche da giovani.




QUASINUDI DI RICOTTA
Ricetta originale

INGREDIENTI
300 gr ricotta
100 gr parmigiano grattugiato
1 uovo
1 pizzico di sale
500 gr (almeno) di semola di grano duro

Per condire: Salsa di pomodoro

Mescolare ricotta, parmigiano, uovo e sale. In una ciotola abbastanza profonda e con le pareti dritte (un simil-tupperware rettangolare è perfetto) versare circa 250 gr di farina, coprendo uniformemente il fondo. Cercare di produrre una simil-polpetta e ritrovarsi tutte le mani coperte di ricotta. Accorgersi in quel momento che forse, ma dico forse, la ricotta andava lasciata scolare un po'. Non darsi per vinti e tirare fuori il cucchiaio da gelato, quello con il meccanismo che stacca la pallina, per intenderci. Scodellare delicatamente delle palline di ricotta nel letto di farina, lasciando un po' di spazio tra una pallina e l'altra. Terminato l'impasto, seppellire (si si: seppellire!!) le polpette con la farina di semola, coprendole per bene. Coprire con la pellicola o il coperchio del similtupperware e porre in frigo per 48-72 ore. La farina assorbirà l'umidità della ricotta e formerà una specie di involucro per ogni pallina.
Per la cottura, portare a bollore dell'acqua in una pentola bassa e larga. Non serve troppa acqua: giusto un po' più di quella che serve per coprire completamente le palline. Salare l'acqua e abbassare la fiamma, l'acqua deve sobbollire con delicatezza. Estrarre delicatamente una pallina per volta, scuotendo via un po' di farina ma neanche tanta, la farina in eccesso verrà via in cottura, e poi depositare la pallina nell'acqua. Cuocere per 5 minuti e pescare poi le palline con una schiumarola (che servirà anche a schiumare la patina che la farina in eccesso creerà :). Nel frattempo, tenere in caldo la salsa in una larga padella che possa contenere tutte le polpettine e depositarvi le palline man mano che sono pronte, in modo da tenerle al caldo.
Servire appena sono pronte tutte le polpettine. Se vi bastano, la porzione dovrebbe essere otto a testa e dovrebbero uscire quattro porzioni. Scommetto che litigherete per le n=mod(8) polpettine che avanzeranno. Occhio che son biricchine: sembrano leggere leggere finchè non provate ad alzarvi da tavola. Ma tanto non riuscirete a resistere :D

E la farina avanzata? Si butta? Ma che siamo matti? Dategli una setacciata e fateci gli gnocchi di semolino. O il pesce in crosta. Ma questa è un'altra storia.

Update del 9 Marzo 2009:
Il gentilissimo Luca P, direttamente dal ristorante La Conca, ha scovato questo modesto blog e ha proposto sul loro sito la ricetta originale che cercavo da tempo. La trovate qui, potenza di internet!! Grazie ancora!!

7 commenti:

Mirtilla ha detto...

saporitissimi davvero ;)

cassandrina ha detto...

Dalla Cina all'Abruzzo!
Mi piace da matti come tu senta radici ovunque pur essendo "altrove" e mi piace ancor di più che l'anello mancante nella ricostruzione della ricetta dell'infanzia giunga addirittura da un blog americano.
A questo punto sarebbe interessante conoscere anche anche le radici del blogger U.S.A.....chissà quale altra storia raccontano.

Buona settimana

Fabiana

sciopina ha detto...

bellissimi questi gnocchetti con la loro salsetta..

Elisabetta ha detto...

@Mirtilla, grazie! Da qualche parte ho visto che si possono anche aromatizzare (es. con del timo nell'impasto) e poi servirli al burro e salvia

Mi hai proprio inquadrato @cassandrina :) mi sento un po' un paguro, mi porto la casa dietro, anzi dentro, e riesco ad adattarmi abbastanza bene ovunque. Mi piace abitare a fondo i posti dove capito, di questo passo tra un po' sarò una rezdora perfetta che tira la pasta!!

Ciao @sciopina, grazie... strano che sia riuscita a fotografarli, vista la velocità con cui sono spariti :D

luca p ha detto...

Salve a tutti,
credo che le pallotte cacio e ovo in effetti le hai mangiate da noi... stimolato dalla tua curiosità ho preso spunto per postare la nostra ricetta sul blog del ristorante la trovate qui http://laconca.wordpress.com/

Elisabetta ha detto...

Ciao Luca, benvenuto!! Grazie di essere passato e grazie al quadrato per questo bel regalo!! Ora inserisco subito la ricetta nel post ^_^ e appena posso la provo!!
Spero di riuscire presto a tornare a mangiare da voi...
Un bacione

il_cercat0re ha detto...

devono essere davvero buoni! e si adattano a diversi condimenti :-)