Visualizzazione post con etichetta Famiglia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Famiglia. Mostra tutti i post

giovedì 18 agosto 2011

La resistenza è inutile, parte seconda

Se hai fame, la resistenza è inutile.
Se hai sonno, la resistenza è inutile.
Soddisfatti i due bisogni primari, sei talmente tenera, simpatica e tondomorbida che la resistenza è inutile.
Che sei una regina borg è ormai assodato. Che ci hai reso tutti tuoi schiavetti è palese.
Il dibattito infuria su quale sia la tua razza di origine: lo zio matto dice che sei una hobbit assimilata dai borg, ma il tuo novantasettesimo percentile in altezza solleva qualche dubbio. Che eri una principessa guerriera ben l'aveva capito sin dalla pancia tua madre, che ti voleva chiamare Leila, ma ha desistito quando ha visto il Super avvicinarsi al pancione e mormorare spiritato: "Io... sono tuo padre".
Infischiandotene di simili elucubrazioni, tu prosegui la tua esplorazione del mondo con il tuo appetito degno più di Chewbecca che di Padme, e con i tuoi lunghi monologhi in una lingua ancora non decifrata, probabilmente Ewok. Con qualche inserto in Klingon, quando ti arrabbi. Tipo se osano cambiarti il pannolino.
Il tuo diario di bordo di piccola esploratrice spaziale già contiene molte scoperte interessanti: la pizza, la posizione eretta, la crema pasticcera, il mare, la pizza, la sabbia, lo scivolo, la pizza, l'altalena, i palloncini, le bolle di sapone, l'erba sotto i piedi, le tue orecchie, il naso di papà, i denti della mamma, i tasti del pianoforte... l'ho già detto la pizza? E chissà quante altre ancora ne faremo insieme.
Ma oggi è un giorno importante, forse ti sei accorta di qualcosa di strano, visto che eravamo tutti insieme, mamma, papà, nonni e bisnonni, zii e prozii, e non avevamo occhi che per te, che smontavi la torta e tentavi di afferrare la candelina, naturalmente accesa.
Ti auguro di abbracciare tutto il mondo con i tuoi occhi curiosi e attenti. Ti auguro di applaudire felice come oggi ad ogni meraviglia che vedi, senti, tocchi e assaggi. Ti auguro di amare e combattere per ciò che ami, con lo stesso spirito combattivo con cui scavalchi oggi ogni ostacolo.
Insomma, buon (primo) compleanno piccola mia.

venerdì 19 giugno 2009

Rendere novum ex notum


Rendere novum ex notum. Mi pare dicessero così gli antichi, per dire che tutto era già stato detto, scritto e inventato, e ormai si poteva solo re-inventare, rinnovare e rimescolare quel tanto che bastava per avere una cosa che sembrava nuova e in realtà non era affatto orginale. Detto in parole povere, era il modo con cui si giustificano i poeti latini quando scopiazzavano gli epigrammi greci. E ora che ho fatto venire un attacco di cuore a chi la cultura classica l'ha compresa e assimilata meglio di me, veniamo alle mie personali ispirazioni.
Il notum è un graditissimo regalo della vice-mamma che, dotata di soli figli maschi e in procinto di spostarsi in una casa più piccola, e notato il mio vaghissimo interesse per la cucina, mi chiese se mi avrebbe fatto piacere avere la sua stra-mitica "Enciclopedia della Cucina Curcio". Piacere? Otto megavolumi strapieni di ricette di ogni parte del mondo, accuratamente catalogate, illustrate, e presentate in ordine alfabetico?? Ma che siamo pazzi??? Diciamo piuttosto che se non me la offriva, avrei trovato il modo di trafugarla durante il trasloco, voglio dire, gli scatoloni si possono sempre perdere :D


Va bene, no, non è vero, non sarei mai arrivata a tanto, ma diciamo che è stato un graditissimo regalo. Alcune ricette sono, è vero, un po' datate, soprattuto nella presentazione e in qualche spiegazione, e magari c'è qualche idea un po' balzana come quella di fare la pastiera con l'orzo anzichè col grano, ma è comunque divertentissimo sfogliare quei volumoni grandi e colorati. Che volete, ognuno ha la sua valvola di sfogo, io sfoglio ricette...
Fu così che mi imbattei in una ricetta per dei biscottini dall'aspetto simpatico, che mi ricordavano incredibilmente qualcosa che stava impazzando in quel momento in buona parte della blogosfera.


Ed ecco il novum: chissà se l'autrice dei volumoni si sarebbe mai immaginata dove sarebbero finiti i suoi biscottini...


PASTICCINI ARLECCHINO
Per circa 90 pasticcini
300gr farina
1 cucchiaino di lievito in polvere
180gr di burro
100gr di zucchero
1 pizzico di sale
1 uovo
2 cucchiai di cacao amaro
1 cucchiaio di zucchero a velo
2 cucchiaini di rum

farina per stendere
burro per ungere


Mescolate la farina con il lievito e ponetela a fontana sulla spianatoia (o magari no, io se faccio una cosa del genere inzozzo tutta la cucina, quindi di solito uso una ciotolona). Distribuitevi sopra il burro e cospargetela con lo zucchero e il sale. Fatevi un incavo nel mezzo, adagiatevi dentro l'uovo e lavorate gli ingredienti velocemente con le mani fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica.
Dividete la pasta in tre parti uguali, incorporate in una di esse il cacao, lo zucchero al velo e il rum, e mettete tutti e tre le parti a riposare per mezz'ora in frigorifero.
Stendete quindi la pasta con il matterello la pasta scura e un pezzo di pasta chiara, sulla spianatoia infarinata, in due sfoglie separate dello spessore di un centimetro ciascuna e ritagliate da queste dei bastoncini pure larghi un centimetro.
Quindi spennelateli con acqua. Attaccate ora, facendo pressione con le mani, un bastoncino di pasta chiara ad un bastoncino di pasta scura e continuate così fino ad ottenere uno strato di sei bastoncini alternati. Poi sovrapponete ad ogni bastoncino chiaro uno scuro e viceversa, otterrete così due strati di bastoncini dai colori alternati, sia nel senso orizzontale, sia nel senso verticale. Proseguite nella stezza maniera con gli altri bastoncini fino all'esaurimento delle due sfoglie di pasta.
Stendete il rimanente pezzo di pasta chiara in una sfoglia sottile e tagliatela a strisce larghe 10 cm. Avvolgete con queste strisce i rettangoli di pasta bicolore, che avrete formati con i due strati di bastoncini scuri e chiari. Ricopriteli poi ancora con carta argentata oppure con carta forno e lasciateli riposare per mezz'ora nel frigorifero.
Passato questo tempo, levate la carta e tagliate ogni bastone di pasta mista, con un coltello ben affilato, a fette spesse mezzo centimetro circa. Adagiate queste sulla placca del forno, una di margarina e disponetele sul ripiano più alto del forno già caldo, lasciando cuocere i pasticcini per 8-10 minuti a 200°C. Trascorso questo tempo, sfornate i dolci e lasciateli raffreddare su una grata. Con gli ingredienti descritti otterrete circa novanta pasticcini.

Oppure
Se avete un pomeriggio libero e avete passato l'infanzia a consumare la cartucce dell'atari di vostro fratello, durante la prima permanenza in frigo della pasta, preparate un modellino:


Create le strisce quadrate come da ricetta, salvo poi accorgervi che così verrebbero dei biscotti di 13 cm di lato e tagliate in quattro ogni striscia, per ottenere delle striscie quadrate di 1/2 cm di lato. Io le striscie le ho create sovrapponendo due taglieri (quelli sottili e flessibili di ikea) per fare i taglia diritti. Scusate se non ho foto del procedimento ma... voi come avete risolto il problema di fare le foto con le mani imburrate??


Una volte ottenute le striscie assemblatele secondo disegno e procedete come da ricetta. Siccome probabilmente vi sarà avanzata della pasta di entrambi i colori e altrettanto probabilmente l'idea di rifare la fatica appena fatta vi fa rabbrividire, datevi alla... matematica :)
Create due megastriscie di sezione triangolare di colore diversi. Assemblatele lungo il lato lungo, tagliate un pezzetto che mettere in frigo, e schiacciate delicatamente con il matterello il quadrato rimasto, da tutti i lati per mantenerlo quadrato. Poi tagliatelo in quattro per lungo e ri-assemblatelo. Complimenti! Avete creato il primo frattale!!


E poi, insomma sbizzarritevi e alla fine mescolate grossolanamente tutti gli avanzi e create dei biscotti... free-style.


Come sono? Non saprei, io non mangio biscotti, credo buoni visto che le sole foto che sono riuscita a fare sono quelle nella teglia appena sformati e poi sono stati tutti sterminati...

domenica 30 novembre 2008

Lo Zio Massimo...

...storcerebbe il naso davanti a quella che più che una ricetta è un Barbatrucco. Lo zio Massimo è quello zio che quando si mette ai fornelli, puoi star sicuro che ti lecchi i baffi. Se lo zio Massimo ti dice che domenica fa la Genovese, tu disdici impegni, non senti ragioni, potesse cascare il mondo tu domenica sei a pranzo con tutta la famiglia da Zio Massimo!
La Genovese di Zio Massimo è, come avrete intuito, formidabile. Per chi non lo sapesse, si tratta di un ragù dove il pomodoro lascia il posto alle cipolle, taaaaaaaaaante cipolle, affettate sottilmente e lasciate cuocere a lungo a fuoco lento fino a disfarsi. Per maggiori informazioni, la ricetta del sito Gennarino è molto chiara.
La genovese è un piatto impegnativo, e io sono una disorganizzata cronica, per cui per ora non mi sono mai riuscita a ritagliare la giornata necessaria per realizzarla, e adesso che ho cambiato città, lo zio Massimo non lo vedo più tanto spesso.
E così, per ovviare a una struggente voglia di genovese, per dare una degna fine al sugo delle salsicce, e ispirata da qualcosa che avevo letto qua e là in altri foodblog, è nata la... genovese frettolosa!! Avevo pensato di non postarla questa ricetta, tanto è semplice, ma poi Cipolla ha chiamato a raccolta, e quindi che cipolla sia!!


LA GENOVESE FRETTOLOSA

1 cipolla a testa
Sugo di carne avanzato (tipo fondo di arrosto, sugo di salsiccia...)

Affettare sottilmente le cipolle e metterle a cuocere a fuoco lento nel sugo di carne, eventualmente aggiungendo qualche erbetta o spezia a seconda del sugo. Secondo me alloro e rosmarino vanno benissimo per le carni rosse e il maiale. Con il sugo di pollo non ci ho ancora provato ma forse ci va qualcosa di piccante, magari un po' di paprika. Quando le cipolle si saranno ammorbidite, schiacchiatele un po' con un cucchiaio di legno. Regolate di sale e pepe. Usate il sugo per condire la pasta.



Con tante scuse allo Zio Massimo...

martedì 5 febbraio 2008

Chiacchierebugiefrappesfrappolecencigalaniecc

Post molto frettoloso questo, il lavoro incalza ma non potevo non scriverlo. Ditemi, esiste un altro piatto che assume tutti questi nomi a seconda di dove ti trovi in Italia pur essendo più o meno la stessa cosa ma non proprio? Chiacchiere, bugie, frappe, sfrappole, cenci, galani... e, ahem, scagliuozzi? Da brava napoletana atipica non li avevo mai sentiti chiamare così, o intendevi un'altra cosa, gds?
Comunque, ha perfettamente ragione Maria Giovanna, inutile incaponirsi su quale ricetta sia LA ricetta. Vale in genere, e vale soprattutto per le chiacchierebugiefrappesfrappolecencigalaniecc. Quest'anno ne ho imparata una nuova perchè, come mi avvertì mia zia “quando ti sposi, ti sposi tutta la famiglia!!” (anche se lei forse la intendeva più come una minaccia?) effettivamente sposandomi ho vinto un ternallotto: oltre al marito da oscar se ci fosse l'oscar dei mariti, ho avuto in dote una vicemamma e un vicepapà come ce ne sono pochi.
A parte il fatto che mi sono sempre sentita coperta d'affetto, il vicepapà è bravissimo nei lavoretti di casa e la vicemamma è un vero vulcano di idee, energie e soprattutto ricette.
Insomma, se non era per loro, mi sa che quest'anno non si mangiavano chiacchierebugiefrappesfrappolecencigalaniecc per quanto eravamo incasinati di lavoro. Io ho modestamente contribuito con la crema di cioccolato in cui “azzupparle”, ovviamente del commercio equo (marca CommercioAlternativo), in pratica ho usato un preparato per la cioccolata calda (Ciokaribi gusto classico, ve la consiglio vivamente perchè è buonissima!!) ma l'ho tenuta più densa.


Le Chiacchiere della Vicemamma
500 gr farina
2 tuorli
1 uovo intero
60 gr zucchero
50 gr burro morbido
scorza di 1 limone e 1 arancia grattugiata
sale
5 gr lievito per dolci
vino bianco quanto basta per impastare
zucchero a velo

Impastare tutti gli ingredienti eccetto il lievito fino ad avere un pasta liscia ed elastica, incorporare il lievito. Stendere al matterello, tagliare con la rotella, eventualmente rigirarle per fare il nodo e friggere in abbondante olio di semi. Asciugare sulla carta del pane e cospargere di zucchero a velo.

Un grazie a Elvira che mi ha dedicato un link (a proposito: aspetto un post con la ricetta delle orecchiette alle cime di rapa) e a Simona per il benvenuto (il gastronomo riluttante è di queste parti? Ma dai??) e a tutti auguro un felice scampolo di carnevale!

Update! Questa ricetta è stata modificata, aggiustata e corretta il 24-02-2009 per partecipare alla raccolta di Carolina!