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martedì 17 luglio 2012

Tempismo perfetto

Ma i dentisti si aspettano davvero che tu risponda alle domande fatte quando hai la bocca aperta e piena di strumenti?

domenica 3 giugno 2012

Potrei dirvi...

Potrei dirvi che la vita di una mamma lavoratrice, ancorchè part-time, è molto impegnata e impegnativa, ma questo lo sapete già.
Potrei dirvi che non voglio tediarvi con dei post da mommy-blog, visto che di mommy-blog ce ne sono già molti, meglio scritti, più interessanti e utili di quanto potrei fare io. Potrei dirvi che non volendo tediarvi con dei post da mommy-blog certe volte è difficile trovare di cosa scrivere visto che l'esperienza è, a onor del vero, leggermente totalizzante.
Potrei dirvi che c'era la neve, che mi hanno tamponato, che ci siamo presi la varicella, vari rinovirus, batteri assortiti, e sarebbe tutto vero.
Potrei dirvi che mi sembra sempre ci sia qualcosa di più urgente da fare (a proposito, devo ancora piegare l'utimo bucato...) che stare qui a tediarvi.
Potrei dirvi che mi sono dovuta fermare un po' per capire le vere motivazioni che mi portavano a tediarvi con ricette strane e deliri privati.
Potrei dirvi, pensate un po', che abbiamo persino avuto un terremoto da queste parti. Stiamo tutti bene, tranquilli.
Potrei dirvi tante cose, ma quello che mi preme più di tutte e dirvi che questo posto mi manca. Mi manca scrivere, sentire cosa avete da dire. Potrei anche dirvi che la nave madre mi ha leggermente rimbrottato perchè non riceve più i miei dispacci, ma forse non ci credereste granchè.
Per cui eccomi qua. Ma visto che, come sapete, la razza dei minisuper ha il particolare potere di assorbire tutto il tempo libero a disposizione, e più crescono più questo potere aumenta, mi trovo costretta a ripensare un po' a questo spazio.
Niente ricette per un po'. Parto con un piccolo esperimento di microblogging, facendomi ispirare dal quotidiano. Spero di portare un piccolo sorriso a chi avrà la bontà di passare di qua.


martedì 12 maggio 2009

Dubbi esistenziali

Se vado in bicicletta sotto la pioggia (e non intendo una pioggerellina, ma un discreto acquazzone...), perchè la bici rimane comunque il mezzo più comodo per spostarsi in queste sconfinate pianure, dite che mi prendono per emiliana doc o semplicemente per pirla?

giovedì 19 marzo 2009

Pillola rossa o Pillola blu?

Ormai, l'impressione di vivere in Matrix non me la toglie più nessuno. Ho una certa passione per siti e blog che parlano di esperienze vere e vissute, meglio se raccontate con un filo di ironia. Un antidepressivo freeware, direbbe qualcuno (ciao J!). E adesso mi ritrovo che non posso più prendere un autobus a Bologna senza chiedermi se chi lo guida è un autista per caso, o se il controllore che mi chiede il biglietto non sia per caso kingfreak. Non vivo a Roma, per cui trovo improbabile finire in una cronaca di un commesso, e sotto sotto me ne dispiace, visto che mi piace molto come scrive. Che volete, un po' di manie di protagonismo non si negano a nessuno. Dubito anche di poter finire in una certa libreria e/o panetteria (e neanche compro camicie all'ingrosso, sigh!), o in un famoso reparto di computer. Non porto orologi, e abito troppo lontano dalle avventurose geste narrate qui, ma non si sa mai. Non sono mamma, ma ormai lo sanno tutti che che i suoi post non sono solo per mamme!! Infine, dato il campo in cui lavoro, non è improbabile che io possa incontrare un certo ingegnere in veste professionale. Sappia sin d'ora che io sarò molto poco professionale e gli chiederò un autografo :)
E ne ho elencati solo alcuni...
Leggere fa bene, ma ogni tanto bisogna mandarla giù quella benedetta Pillola Rossa! Io l'ho fatto sabato mattina, ed è stato emozionante. Una bellissima mattinata passata a Bologna, con una bella compagnia, per la presentazione del suo libro, in una libreria piccola e accogliente, strapiena. Vedere nickname e avatar che si trasformano in occhi, sorrisi, mani, baci, abbracci. Presentarsi con il proprio nome e poi dire, però io sono... e giù un listone di blog e siti che magaria hai già visitato a prescidere, o che sai che visiterai perchè ora sai da dove nascono. E lei, così semplice, così vera, così mamma, così donna, a dispensare sorrisi e dediche a tutti. Alla faccia di chi dice che chi scrive troppo nei blog lo fa per paura della vita vera, per paura di incontrare la gente vera, e non vive una vita vera. Con la filosofia spiccia che mi contraddistingue, affermerò l'esatto contrario, che su molti blog ridonda una vita vera di chi si immerge appieno nell'esistenza, ne sente la gioia e la pesantezza, ne coglie la poesia nascosta e vuole comunicarla a tutti.
Inutile dire che sono tornata a casa con il libro, con una bellissima dedica che sembrava fatta apposta per me, e che l'elasti-libro è stato divorato in una sola giornata, visto che causa influenza tocca barricarsi in casa. Magari in compagnia dell'immancabile brodetto di pollo antinfluenzale. Magari fatto in pentola a pressione, che si fa prima e vi lascia leggere in santa pace.



BRODO DI POLLO SOTTO PRESSIONE
2 ali di pollo
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
prezzemolo
sale

Versare in pentola 3 litri d'acqua, e metterla sul fuoco senza coperchio: così, mentre si puliscono le verdure l'acqua avrà modo di scaldarsi e non ci metterà un'eternità ad andare in pressione. Aggiungere le ali di pollo, le verdure pulite e un cucchiaino di sale grosso. Chiudere la pentola e far andare in pressione. Cuocere per venti minuti sul secondo anello (o dal fischio, immagino). Raffreddare sotto l'acqua fredda. Io ci ho cotto poi due pugnetti di riso originario.

giovedì 15 gennaio 2009

Tempo di Bilanci...

- Come tempo di bilanci?!?
- Be' sì, tempo di bilanci.
- Ma se sono appena cominciato! Falli del 2008 i bilanci!
- Già fatti, e devo dire che ha fatto un lavoro egregio, ora tocca a te.
- Ah, ma forse intendevi bilance... capisco, effettivamente ti ho visto un po' rotondetta ultimamente, stravizi delle feste?
- Non fare lo spiritoso caro il mio 2009, sto parlando di bilanci e sto parlando di te.
- Ma che cavolo vuoi sia mai successo in nemmeno 15 giorni?
- Forse ti sei distratto, per cui ti rinfresco la memoria: ho appena tamponato con la macchina nuova, la sera stessa, cucinando, mi sono conficcata il coltello nella punta del dito medio della mano sinistra.
- E vabbè ma tu mica sei mancina
- Sai com'è il mio lavoro consisterebbe nello scrivere documenti al computer, vedi te.
- Ma come sei lamentosa! Dai, ormai posso solo migliorare.
- Appena mi hanno detto questa frase ho sfasciato il minipimer. Se il buongiorno si vede dal mattino...
- ...
- Ecco, appunto vedi di rimetterti in carreggiata, tanto i miei desideri per il 2009 li ho già espressi, datti da fare!
- Evabbè, con tutti i guai che ci sono in giro mo' mi metto a pensare ai desideri tuoi!!
- Giustissimo, lascia stare le mie private voglie ma almeno datti da fare altrove. Il tuo collega è riuscito a far eleggere un presidente USA afroamericano, tu per batterlo puoi giusto far smettere di sparare dove sai.
- Ahem, ripensandoci...
- Ripensandoci un corno! Hop, hop, pedalare!!

E per le bilance?

CECI SPEZIATI CON SPINACI
Ricetta tratta dal Blog "Eat like a Girl" (Thanks Niamh!)

Per 4 persone
600 gr di ceci cotti
1 cucchiaino di semi di coriandolo
1 cucchiaino di semi di cumino
1/2 cucchiaino di curcuma
1/2 cucchiaino di garam masala
1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere
1 grosso spicchio d'aglio tritato
2 cm di zenzero fresco, finemente tritato
1 piccola cipolla, finemente tritata
1 cucchiaio di salsa di pomodoro
il succo di mezzo limone
2 manciate di foglie di spinaci freschi
Prezzemolo o coriandolo fresco tritato
Olio

Far tostare in padella (senza olio) i semi di cumino e coriandolo finchè non cominciano a scoppiettare, di solito ci vuole una trentina di secondi. Tritare nel mortaio le spezie tostate e mescolare con la curcuma, il peperoncino e il garam masala.
Soffriggere la cipolla nell'olio in una larga padella (la wok è perfetta) finchè diviene traslucida, aggiungere le spezie, lo zenzero e l'aglio e soffriggere per circa un minuto. Aggiungere la salsa di pomodoro e cuocere per un paio di minuti. Aggiungere i ceci, mescolando per distribuire bene le spezie, cuocendo finchè saranno caldi. Aggiungere le foglie di spinaci e mescolare finchè appassiscono. Togliere dal fuoco e aggiungere il succo di limone.

Servire come contorno o piatto unico, magari accompagnato da pane pita tostato e yogurt.

Questo piatto lo preparo spesso perchè amo il mix di sapori che si crea, e ogni volta nel mio frigo c'è un verde diverso da usare al posto degli spinaci: verza, cavolo cappuccio, radicchio, fate un po' voi, tanto viene buonissimo lo stesso. Il garam masala non sono mai riuscita a trovarlo, per cui qualche volta non lo metto e basta, altre volte uso la polvere di 5 spezie. Buon appetito!

mercoledì 7 gennaio 2009

La prima lezione del 2009


Giorno di rientro al lavoro. Giove Nevio, il cugino di Giove Pluvio, ci aveva visitati di sfuggita il primo di gennaio, ma aveva fatto un spolverata leggera ed era finita lì. Per due centimetri di neve, la MATTINA DEL PRIMO GENNAIO ALLE ORE 11.00, erano già passati spazzaneve e spargisale per evitare la formazione del ghiaccio. Urca, organizzati da queste parti.
Ci siamo così goduti senza pericoli il paesaggio imbiancato, l'atmosfera rarefatta, i suoni ovattati. Mi è sempre piaciuta la neve. Sarà che da piccola avevo una "nonna del mare" e una "nonna della montagna" dalla quale si andava a sciare, per cui la neve mi riporta immancambilmente il suo ricordo. Potrei stare ore a guardare la neve che fiocca, o a osservare le nuove curve del paesaggio che la neve ti fa scoprire e quelle che al tempo stesso nasconde. Si riescono a contare i rami degli alberi ma non trovi più i gradini di casa.
Stamattina il marito mattiniero mi avverte che Giove Nevio ci stava riprovando. Io, che ho l'ingresso flessibile in ufficio (arma a doppio taglio per una dormigliona come me), mi giro placidamente dall'altro lato pensando che aspetto che la temperatura si alzi un po'.
Parecchie rigirate dopo, finalmente esco di casa. Qualche centimetro di neve sulla macchina, qualche fiocco cade ancora, ma niente di preoccupante.
Magari smette.
Non sono preoccupata, sono prudente in macchina, io. A casa mi chiamano la lumaca. Non vado mai forte. Le strade sono sgombre, basta andare con calma. La neve bisogna rispettarla, ci ricorda che per quanti progressi facciamo, la natura può fermarci quando vuole. Niente corse e colpi di testa, anche se sei in ritardo.
Arrivo in ufficio senza problemi. Giove Nevio è passato da "qualche fiocco" a "parecchi fiocchi", ma in fondo magari smette.
Al primo sguardo capisco che la giornata in ufficio sarà dedicata al cazzeggio selvaggio. Causa risistemazione uffici, hanno dovuto restringere gli spazi nel nostro open space per far posto a non so quante scrivanietavolinimobilettiarmadietti che di là non c'entravano... Vabbè, la situazione non è scomoda ma ovviamente vanno spostati tutti i fili di telefono, internet, ecc, ecc.
Un gran regalino di addio per il mio collega junior che è al suo terzultimo giorno di lavoro e che trovo infilato sotto la mia scrivania avvolto nei cavi UTP5 modello Lacoonte e l'idra... Tanto per togliergli ogni dubbio sul fatto se abbia fatto bene ad accettare un'offerta di lavoro più remunerata, più stabile e più formativa. Ma sospetto anche che c'entri qualcosa il fatto che io non valgo granchè come capo.
La mattinata passa controllando le mail accumulate, a prendere le misure dei nuovi spazi, a chiacchierare con i colleghi delle rispettive vacanze, e anche a lavorare, sì, ma con calma. I capi dei capi sono ancora in ferie ;)
Ogni tanto guardiamo dalla finestra. I "parecchi fiocchi" diventano via via "molti molti fiocchi", "tanti tanti fiocchi", "moltissimi fiocchi", "una caterva di fiocchi", "c... come viene giù". Il magari smette si fa sempre più improbabile.
Siccome per arrivare a casa devo fare delle stradine di campagna che probabilmente non vedranno lo spazzaneve neanche in foto, dopo pranzo decido di andare verso casa, prima del buio. Diligente, mi porto via il mio portatile che se le cose si mettono male, domani lavoro da casa.
La neve mi mette sempre di buonumore, per cui prendo con allegria persino lo scivolone nel parcheggio che mi ha sdraiato lunga distesa coprendomi di neve dal berretto agli stivali, borsa del portatile compresa. Spero che i miei colleghi non stessero alla finestra, o domani sai che sfottò.
Libero la macchina dalla neve e mentre metto in moto, ripasso mentalmente tutto quello che so sul guidare sulla neve: vai piano, non inchiodare, niente manovre brusche. So di non essere granchè al volante, per questo sono molto prudente.
Le srade si stanno gradualemte riempendo di neve. Spazzaneve non se ne vedono. Mi prendo i miei tempi, prima-seconda e prova freni in una stradina deserta. L'ABS risponde, la macchina frena. Mi sembra tutto ok, mi avvio verso casa, ma perchè quel camioncino è sempre più vicino? E perchè io non rallento?? Occazz... SBADABAM!!!

Ebbene sì. Ho tamponato. Niente sinistri da '92. Macchina nuova di pacca. Ecco cos'è la neve. Tenera e romantica come un orsetto polare, finchè lo vedi da lontano e non tenti di abbracciarla. Tsè.

Costatazione amichevole e via verso casa. Arrivata sana e salva, affogando il dispiacere in un the bollente. Corretto alla menta. Con i nocciolini di chivasso che mi ha portato la mamma. Ognuno si consola come può.

Sono indecisa su quale sia la prima lezione del 2009... forse dovevo restare a letto?

P.S. Sto bene, non mi sono fatta niente, ma che Blogleanno di m...

mercoledì 23 luglio 2008

Guarda che così ingrassi!!

La prima cosa che ho pensato quando ho visto il loro sito è stata che non ho mai conosciuto un informatico che non fosse una buona forchetta. Di chi sto parlando? Dei simpaticissimi ragazzi che hanno messo su prima il sito del Il Bloggatore, che permette di tenersi sempre aggiornati sui blog che parlano di informatica (e, credete a me, blog e forum aiutano a risolvere mooooooolti problemi dopo che il manuale l'hai spulciato dall'inizio alla fine).
Poi, evidentemente, gli è venuta fame al bloggatore e così ha cominciato a raccogliere tutte le ricette che poteva, e quindi potevo mai non contribuire al virtuale banchetto imbastito da dei colleghi informatici?? Se vi va, quindi, la cucina del bloggatore è sempre aperta e ci trovate sempre qualcuno che "inciarma" come direbbe mia madre.
La cosa che trovo molto divertente, essendo io eclettica di natura, è che questa iniziativa è nata come costola di un sito che parlava di tutt'altro. E del fratello maggiore ha conservato layout e aggregazioni, come la lista dei blog più attivi o 30 blog a caso o ancora l'interminabile lista di etichette che ti permette con un'occhiata di vedere cosa si dice in giro...
Complimenti per l'iniziativa e attenti che il bloggatore non ingrassi troppo!!

martedì 8 luglio 2008

Intermezzo

Su internet ne succedono di cose strane. Capita che poco più di tre anni fa incroci il blog di una gentile signora belga che condivide con il mondo le sue ricette e subito ti innamori del suo modo fresco e spontaneo di raccontare le cose, e ti incanta il suo sguardo un po' "straniero" sulle vicende d'Italia. Dopo un po' decidi di provare una sua ricetta e il pulpo alla gallega ti viene veramente buono!!
Mentre cerchi di capire che cavolo è un blog, ne scopri un altro e anche se l'autrice non la conosci personalmente, vive tra l'Italia e Londra, dove tu hai abitato per un po', per cui senti subito una certa affinità. E via di segnalibro. Poi ne scopri un altro. E un altro ancora. Troppi per leggerli tutti. Troppi per poterti ricordare in che ordine li hai scoperti.
Poi i casi della vita ti portano lontano da internet per un po', traslochi, trasferimenti, vicende varie. Quando torni on-line la tua gentile signora belga è diventata una web-star, e di food blog ne sono nati talmente tanti che ormai diventano la tua principale fonte di ispirazione riguardo alla domanda "che cucino stasera per di non fare la solita, triste, fettina di carne?" E insieme a una ricetta ti regalano una storia, un ricordo, un'esperienza vissuta, un consiglio. Anche se li hai trovati tramite google, ti ritrovi a leggere post su post e commenti su commenti per ritrovare il filo logico di un sogno, di un'emozione.
Ormai sono veramente in tanti, tantissimi, una valanga, cominciata da qualcuno che ha lanciato il primo fiocco di neve, e adesso viene giù tutto il costone. Perchè, come qualcuno più bravo di me ha già evidenziato, pochissimi anni fa i food blog in italiano erano veramente pochi, mentre ora quasi non si contano più. Chissà se qualcuno ha mai stilato una classifica degli argomenti più trattati nei blog. Occhio e croce, dopo l'informatica in tutte le sue accezioni, l'argomento più gettonato è probabilmente il cibo.
Se non altro, adesso puoi condividere la passione per il cucinare e il pasticciare con qualcuno che condivide i tuoi interessi, senza rompere troppo le scatole ai tuoi amici che magari non hanno proprio voglia di sapere per filo e per segno come si fa la pasta madre, ma son più interessati a mangiarne il risultato. E se ti viene il dubbio sul metodo migliore per sbucciare la cipolla, visto che nel vicinato non conosci nessuno (hai cambiato tre città in tre anni, capita) ti rivolgi alla blogosfera sapendo che qualcuno il consiglio giusto te lo darà.
Alla fine, forse inevitabile, ti viene voglia anche a te di raccontare, forse qualche storia ce l'hai anche tu, forse non interessa a nessuno, ma la voglia di provarci è troppo forte. Hai già provato a partecipare a qualche forum, e ammiri chi ha la costanza di seguirli, ma il tuo disordine fisico e mentale è troppo per seguire tutti i "thread", per cui hai abbandonato ben presto. Insomma, alla fine ti ritrovi qui, tra gli altri blog, e il bello è che trovi subito degli amici, chi ha appena cominciato come te e chi è qui da un bel po'. E più si legge e più si ha voglia di leggere, d'altronde l'appetito vien mangiando. Finalmente ariva qualcuno che cerca di raccogliere tutti, come Staximo che pazientemente ci elenca tutti, e come mondocibo che ci tiene sempre aggiornati. Sì, da oggi ci sono anch'io. O almeno ci provo :P

P.S. Tastespotting è tornato, qui, se vi interessa, trovate un'intervista alla nuova curatrice, e finalmente si scopre l'arcano della sparizione del sito, che tanto arcano non era, trattandosi solo di una separazione societaria (anche se la notizia della sparizione era stata data con un comunicato così scarno da acquisire il fascino di un mistero... solo un'abile operazione di marketing?).
Secondo la mia modestissima opinione ha perso parecchio nel non essere più legato a un sito di design, ormai è uno dei tanti siti che parla "solo" di cibo. Manca qualcosa del suo fascino, ma è rimasto comunque un sito divertente su cui distrarsi qualche minuto durante una giornata di lavoro.

martedì 24 giugno 2008

Ammettere il problema - Parte seconda

Dopo il primo post scritto molto a caldo subito dopo il disastro (lasciatemi un po' di psicodramma), mi sono ritrovata a riflettere sui veri motivi che mi avevano lasciato così interdetta. Cominciamo dal fatto che sono (patologicamente) curiosa. Se sul sito avessi trovato un'informativa dettagliata su cosa era successo, l'avrei mandata giù più facilmente, forse.
Continuiamo poi, evitando i deliri filosofici del mio post precedente, che TS era una bella iniziativa, un aggregatore di ricette abbastanza originale, anche perchè nato come costola di un sito che non parlava affatto di cibo, ma di design.
Ed infatti era proprio l'aspetto visivo che veniva molto curato: molte foto, ma di rapido caricamento, una piccola didascalia che ti permetteva di capire se valeva la pena approfondire. In questo modo, in un'unica pagina si trovavano riunite tante suggestioni gastronomiche, senza dover saltellare troppo di qua e di là, il tutto con una grafica semplice che ricordava un album di figurine ;)
Nella mia ingenuità mi piaceva pensare che i blogger non postassero le proprie foto per avere visibilità ma che i navigatori affamati segnalassero le cose più belle. Ovviamente, un'illusione nella maggior parte dei casi.
Non so se sia un bene, ma pare che non sia l'unica malata, almeno a guardare il numero di commenti che ho trovato in giro per la rete di orfani di TasteSpotting che cercavano di capire cosa fosse successo. Dopo aver ventilato le ipotesi più fantasiose (dal copyright delle immagini, a un fantomatico "persecutore" virtuale che avrebbe preso di mira chi si metteva in mostra su TS), un piccolo comunicato della proprietaria del sito ci suggeriva di farci meno trip, visto che tutto ciò non c'entrava manco di striscio :P (ovviamente era troppo gentile per dire proprio così, è una mia interpretazione)
Il sito non è tornato, ma come era prevedibile ne sono nati innumerveoli cloni che cercano di intercettare il pubblico orfano. Quello che forse gli si avvicina di più (almeno nella grafica) è Foodgawker se volete darci un'occhiata.
E con questo, promesso, la smetto di piagnucolare sui siti svampati...

P.S. Non c'entra niente, lo so che è molto retorico quello che sto per dire, ma, come molti, anch'io domenica sera ero davanti alla tv, ebbene sì. Era il mio compleanno, ma abbiamo rimandato la cenetta di festeggiamento per celebrare un divertente rito collettivo che a quanto vedo ha contagiato anche un bel po' di foodblogger che conosco. Ebbene, dopo aver tifato e sofferto, quando poi mi tocca leggere queste notizie qua mi viene quasi da dire... Forza Spagna!!

sabato 14 giugno 2008

Se ammettere il problema...

...è il primo passo verso la soluzione allora: "Salve, mi chiamo Elisabetta, e sono una web-dipendente". Ecco qua. L'ho detto.
Scusate l'inizio teatrale, ma era per sdrammatizzare una piccola disavventura capitata oggi. Si dà il caso che uno dei miei siti preferiti sia Tastespotting, una collezione fotografica di ricette alimentata dai navigatori. Era un mio appuntamento quotidiano. Ogni tanto decideva la cena di casa mia. E in ogni caso era divertente curiosare qua e là nelle cucine altrui e magari ritrovare la foto di un piatto che avevi già ammirato altrove. Dava una sensazione di familiarità. Non avendo io molto tempo nè per navigare nè per cucinare, trovavo divertente scorrazzare in tutte quelle creazioni culinarie efficacemente presentate.
Fino a stamattina. Stamattina il sito è stato chiuso. Poche righe di ringraziamento e una frettolosa spiegazione su generici "problemi legali" che hanno portato alla chiusura.
Non voglio qui parlare di copyright, di proprietà intellettuale e via discorrendo, nè aprire una diatriba a proposito di come trattare ciò che viene pubblicato sul web, nè delle giuste/ingiuste rivendicazioni da parte di chi blogga per lavoro e chi naviga e magari blogghicchia per hobby, o sulle varie filosofie cc, os, free, etc.
La cosa che più mi ha sconcertato è come mi sono sentita io davanti a quello scarno comunicato. Incredula. Basita. Come se camminando per strada non ritrovassi più un palazzo che è sempre stato lì e nessuno sapesse dirmi perchè l'hanno tirato giù, e anzi fossero sparite anche tutte le foto che lo ritraevano.
Mi ero già soffermata altre volte a pensare di come sia semplice far sparire le cose grazie alla rete: se una cosa sparisce da internet, non lascia traccia o quasi. Mi è capitato di vederlo con gli articoli dei giornali, ritirati o corretti in tempo reale, lasciando poche tracce della bufale appena sparate. Se non sei in rete non esisti, ben lo sanno quelli che censurano la rete e i bulletti che caricano video su youtube. Perchè continua a venirmi in mente l'eterno presento di "1984"?
Ovviamente lo so che non è così, che è solo una percezione, che la memoria è nostra e solo noi possiamo decidere se usarla o dismetterla. Infatti navigando un po' ho colto quali potevano essere stati i problemi che hanno portato alla chiusura del sito (forse una misura un po' eccessiva, magari bastava ripensarlo), ma come ho detto, scopo di questo post non era disquisire sul giusto o sbagliato, ma sfogarsi con un po' di filosofia spiccio ;)
Internet dà questa bella sensazione di villaggio globale in cui ti senti più vicino a qualcuno in Brasile che al tuo vicino di casa, e questo è meraviglioso: ma se per qualche ragione quel filo elettronico con l'amico brasiliano si perde, che succede? Un tantinello melodrammatica sono? Forse. Altri siti che visitavo non sono più attivi, ma non mi hanno mai scatenato una sensazione di perdita come questa. Se avessi perso i miei Google Bookmarks non credo mi sarei sentita così...
Forse è solo che mi mancherà TS, era come un museo virtuale del cibo, un eye-candy che ravvivava le mie giornate. Forse devo fare qualcosa per le mie giornate, che dite??
P.S. Per chi fosse in crisi di astinenza come me, segnalo il sito www.archive.org che raccoglie qualche versione cache dei siti: le foto non ci sono ma i link sì!