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mercoledì 22 luglio 2009

Fish on the go!

Dati gli spettacoli gentilmente offerti dall'isola, che non ci hanno fatto rimpiangere la tv neanche per un momento (e detto da una teledipendente come me...), e data anche la stanchezza che prendeva dopo certe giornate a far su e giù dal mare, dagli scogli e dalle montagne, abbiamo spesso cenato a casa, in terrazza.
Siccome l'imperativo era riposarsi da tutto e da tutti, anche dai fornelli, mi ero ripromessa di tenere la cucina semplice: pasta col tonno, pomodori all'insalata, insomma, dieta quasi crudista :P
Poi fortunatamente i benevoli dei dell'isola, evidentemente nemici di ogni dieta, ci hanno fatto capitare vicino alla bella rosticceria "Ciaki Ciuka" e da allora le nostre cene non hanno avuto niente da invidiare a quelle al ristorante. Perchè "Ciaki Ciuka" è una classica rosticceria e molto di più. Offre dei buonissimi arancini, calzoni, primipiatti, bell'e pronti. Ma se avete un po' di pazienza Mariano vi cucina il pesce on-demand, ovviamente quello che offre il pescato.
Ma se siete ancora più bravi e magari vi ricordate di prenotare mentre andate al mare la mattina il pesce che volete mangiare la sera be'... allora avrete accesso al dentice all'elisir di uva zibibbo, alle occhiate alle erbe pantesche, al carpaccio di tonno, al cuscus di pesce alla pantesca (con il pesce intero e le verdure fritte), all'insalata di polpo...
E, se accettate un consiglio e non siete ancora troppo pieni, assaggiate anche il semifreddo al miele :D
Ovviamente sì, troverete anche il Ciaki Ciuka (pronunciato Sciaki Sciuka), pantesca rivisitazione della Ratatouille, un piatto semplice reso gustoso dalla bontà delle verdure locali. Un giorno scoprirò anche da dove deriva il curioso nome, direi di origine araba, di cui sospetto la parentela con la Sciasciuka (a proposito, provate la ricetta di Marcella, che è buonissima!!) anche se gli ingredienti sono totalemente diversi.
Ora, è vero che avevo deciso di non cucinare ma secondo voi potevo stare totalmente con le mani in mano? Diciamo solo che i prossimi occupanti del dammuso troveranno, tra le altre cose, degli artistici portacandele di... recupero.



P.S. Ci abbiamo provato in tutti i modi, a convincere Mariano e/o socia (di cui purtroppo non ricordo il nome!!) ad aprire una succursale a Bologna, magari in inverno, ma niente da fare, tocca imparare a cucinarlo, il pesce!! Magari così questo torna ad essere un vero food-blog, che dite?


Happy Hour, Pantelleria Style!

Non ho idea di come dovrebbe essere fatto un "vero" mojito, per cui vi posso solo dire che quello che fanno al Bar "U' Friscu Cafè" ci è piaciuto un sacco: la menta era ben pestata per cui in bocca sentivi i vari aromi, menta, lime, rum ed infine lo zucchero di canna da sgranocchiare per stemperare l'amaro del rum.
Ma non vi fermate lì, perche anche l'aperitivo della casa (succo d'arancia e passito) merita un assaggio, con il suo corredo di crostini al patè di capperi e di olive conzate.
E da ultimo, il bar offre dei buoni spuntini veloci (bruschettone, insalate, cose così) da gustare tra una spiaggia e l'altra. O anche da gustare più lentamente, cercando di capire se una certa rossa riuscirà a completare i 68 (o giù di lì) giri previsti. E niente paura, se proprio vi viene l'abbiocco verso il terzo giro come a me, il bar offre sempre dei libri da leggere, e un bellissimo giardino interno in cui rifugiarsi :)
Però pare che Pantelleria porti bene, era un po' che non salivano sul podio :D

Cosa va in onda stasera?

Lunedì c'erano le nuvole all'orizzonte, per cui il sole non si è visto mentre si tuffava tra le onde, ma in compenso ha colorato il cielo di un fucsia intenso.

Martedì era più nuvoloso, e il sole giocava a fare l'occhio di bue tra le nuvole, finchè si è tuffato, colorandole tutte di arancione.

Mercoledì era così sereno che all'orizzonte si stagliava netto il profilo della Tunisia.

Chi ha detto che i tramonti sono tutti uguali non è mai stato a Pantelleria.

martedì 21 luglio 2009

Non è una scusa

L'ho fatto anch'io e ora faccio outing e me ne vergogno. Si dice che i noccioli delle prugne/pesche/albicocche/[...] siano degradabili.
Non è una scusa per lasciarli dove capita.
Chi mi conosce sa che ho un attegiamento piuttosto morbido nei confronti del fumo: ognuno ai propri polmoni fa quello che gli pare. Appunto, ai propri. Ma lasci in pace la terra, si riporti a casa quelle maledette cicche. No, in riva al mare spesso non ci sono cestini, posaceneri, e simili.
Non è una scusa.
Non capisco perchè sia normale, per chi passeggia in montagna, riportarsi indietro la propria spazzatura e non lo possa diventare anche in riva al mare. Troverete sempre qualcuno che si comporta peggio di voi, certo.
Ma non è una scusa.
Niente merita di essere deturpato da mozziconi di sigaretta, buste di plastica e altre dimenticanze, e questo sugli scogli quasi incontaminati di Pantelleria salta, forse, più dolorosamente agli occhi.
Sono una persona mediamente tollerante, ma sui proprietari dei mozziconi di sigaretta che galleggiavano al laghetto delle Ondine ho invocato i proverbiali fulmini di padre zeus.
Cari turisti (e non), non c'è scusa per lasciarvi indietro le vostre monnezze, nè qui, nè altrove.

Neanche in paradiso......

...tutte le ciambelle riescono col buco, quindi eccomi qui a dover scrivere una recensione non troppo positiva. Siamo andati a mangiare al ristorante "La Vela" di Scauri, anch'esso consigliato dalla guida delle osterie. Il ristorante si trova proprio a ripa di mare (tra i tavoli e le onde c'e' giusto una rampa in cemento per tirare in secca le barche dei pescatori, per intenderci) e ha un aspetto molto rustico, al limite del trasandato, ma non si cerca sempre l'eleganza a tutti i costi.
Non avevamo prenotato, ma sembra non essere un problema, almeno inizialmente. In realta', poi, viene qualcuno a prendere le ordinazioni di acqua e vino buoni 10 minuti dopo.
Pane, vino (su consiglio del gestore un Angimbè della cantina Cusumano, veramente buono, quindi tralasciamo che non si sceglierebbe il vino prima di sapere cosa ordinare da mangiare) e acqua arrivano quasi subito. Un po' di attesa ancora e finalmente arriva il vassoio di pesce da cui scegliere il secondo e optiamo per due triglie e un piccolo sarago da fare alla griglia. Ordiniamo anche l'antipasto (zucchine in agrodolce e panelle) e il primo (spaghetti ai ricci di mare e spaghetti con calamari e pomodori secchi).
L'antipasto arriva abbastanza celermente ed è ottimo, quindi rimaniamo in attesa del primo. Il gestore passa un paio di volte a chiedere se va tutto bene, e rispondiamo cortesemente di sì anche se i minuti si accumulano. Sulle prime non ci facciamo troppo caso: se i primi di pesce sono cucinati al momento come dovrebbe essere, un po' di tempo ci vuole. Quando passa per la terza volta (è già passata mezz'ora) a chiedere se va tutto bene, siamo tentati di chiedere che fine abbiano fatto i nostri primi. Dopo qualche minuto arriva una gentile cameriera che ci chiede soavemente se avessimo già avuto l'antipasto, al che ci sentiamo un po' presi in giro.
Finalmente arrivano i primi (a quaranta minuti dall'antipasto, quando ormai la fame era già bella che passata) e portano qualche segno di cucina frettolosa: i miei spaghetti ai ricci di mare sono ottimi ma sono esageratamente al dente (e per dirlo io, che la mangio molto al dente!!) mentre il sugo dell'altro primo sa un po' di bruciato.
L'attesa per i secondi non è così estenuante, ma il cuoco esagera un po' a decorare il piatto con il dolcissimo elisir di uva zibibbo che copre un po' troppo il buon sapore dei pesce grigliato. Il pesce comunque è freschissimo e anche la caponata di contorno è ottima.
Che dire, forse le altre esperienze pantesche ci hanno troppo viziato, forse siamo difficili noi, forse abbiamo semplicemente sbagliato serata ma La Vela non ci ha entusiasmato, e anche il conto di 40 € a testa sembra un po' caro, anche perchè non era motivato in nessuno modo, mentre il pesce al vassoio si paga a peso, quindi il minimo penso sia indicare in conto il peso di quanto mangiato (e due triglie e un sarago piccolo non credo pesino granchè...).
E infine, no, il ritardo per loro non era ritardo: vi siete passati una bella serata in riva al mare, ci hanno detto. Suggendo i succhi gastrici, ma in riva al mare, vuoi mettere?

Mezzo kilo di musica!

Possedendo il senso musicale di una ciabatta, ritengo pura e semplice magia quella di riuscire a ingarrare due note in fila. Mi lascio, inoltre, facilmente trascinare da chi mostra di amare quello che fa, divertendosi pure, lo fa bene, non se ne vanta, e riesce anche a non prendersi troppo sul serio.
Non mi lancio, dunque, in critiche musicali, vi dico solo che mi è piaciuto il concerto del "Quint'etto" ascoltato all'ombra del castello di Pantelleria. Se capitate da queste parti, non vi fate sfuggire gli altri appuntamenti della rassegna musicale che porta la musica un po' ovunque, d'estate, nell'isola.


Effetti speciali

Seguendo la strada che porta alla montagna grande da Scauri, si arriva in località Zighidì. Alla vostra destra si aprirà la vista sulla bellissima Valle di Monastero.
La Valle di Monastero non è solo bella, ha qualcosa di strano, come fosse finta. Quando l'ho vista non ho potuto fare ameno di pensare alla Terra Selvaggia dell'universo Marvel, o a qualche popolo misterioso scoperto da Zio Paperone dentro ad un montagna (che alti riferimenti culturali eh??). Insomma, come una cosa che non dovrebbe esserci e invece c'è. Questo perchè, quando uno dice "valle" si immagina un posto che digradi dolcemente verso il basso, e poi magari risalga dall'altra parte. Insomma, neanche un altopiano è perfettamente piatto.
E invece eccola lì, mentre spingiamo Scecchino su per una salita ripidissima, temendo fortemente che stavolta non ce la faccia, improvvisamente, all'interno dei confini di un antico cratere, si presenta questa spianata perfettamente piatta, talmente livellata da parere artificiale, mentre è solo antica (e fertilissima) lava raffreddatasi in tutta tranquillità all'interno del cratere di un vulcano di... discrete dimensioni.
Sì, abbiamo osservato a lungo la valle: la cartina riportava la presenza di tombe bizantine da qualche parte, che non siamo stati capaci di trovare. Sarà per la prossima volta :)

Ristorante La Nicchia

Recita un adagio che fritto e' buono tutto. Penso si possa dire la stessa cosa di tutto cio' che e' affumicato. Di certo, con buona pace degli svedesi e di tutto cio' che risale la corrente, il pesce affumicato piu' buono e' il pescespada.

Se non mi credete, andate al ristorante "La Nicchia" a Scauri e ordinatelo come antipasto, magari facendolo seguire da un crudo di gamberi al vino zibibbo, dai paccheri con tonno e pomodorini, dagli spaghetti gamberi e bottarga, e da una cernia da 1,3 kg, come attesta il conto finale, cotta in forno con olive, pomodorini e gli immancabili capperi.

E se siete veramente senza vergogna e senza fondo, quando vi sarete scolati tutta la bottiglia di "Sole e Vento" della cantina Marco De Bartoli, fatevi portare un bicchierino di grappa di uva zibibbo e anche il gelato alla vaniglia con gelatina di uva zibibbo.

Anche questo ristorante è una bella scoperta fatta grazie alla solita guida delle osterie, quantunque le descrizioni dei ristoranti vadano sempre prese non poprio alla lettera, ad esempio si era persa ogni traccia di una fantomatica caponata rivisitata "a base di melanzane, gamberi, pescespada, bottarga di tonno e cacao amaro" riportata dalla guida (e mi sono anche meritata un'occhiataccia del cameriere quando gli ho chiesto la "caponata diversa", sentendomi, giustamente, rispondere che la caponata è quella da secoli e sempre sarà nei secoli :)
Purtroppo non abbiamo avuto occasione di visitare l'altro locale degli stessi proprietari, ovvero "La Nicchia sul mare" ovvero una carinissima enoteca sul lungomare di Pantelleria Centro, che aveva in menù dei piatti da aperitivo davvero sutzzicanti. Se qualcuno ci passa o ci è passato, mi faccia sapere :)
Note di servizio: il ristorante ha un bellissimo giardino pantesco al suo interno, ovvero un cilindro fatto con un muretto a secco come se ne vedono innumerevoli sull'isola, nati per proteggere gli alberi più delicati dai venti. Se prenotate per tempo (o se siete fortunati come noi che qualcuno disdice poco prima che voi prenotiate), mangiare a lume di candela nel giardino pantesco è veramente suggestivo. E giusto per esperienza, se il vento soffia forte, portatevi il solito golfino, nel giardino pantesco il vento arriva smorzato, ma arriva!!!

lunedì 20 luglio 2009

Se...

Se riuscite ad arrivare prima che il sole scompaia dietro la montagna grande.
Se riuscite a trovare tutti i cartelli al loro posto.
Se riuscite ad ignorare le orribili banchine in cemento.
Se non vi fate impressionare dalle alghette verdi che crescono riglogliose e vi lasceranno tutti imprezzemolati.
Se riuscite in tutto questo, immergersi in una delle vasce calde di acque termali di Cala Gadir vale davvero la pena.

Divertimenti mitologici

GIORNO 10 - LAGHETTO DELLE ONDINE
Il laghetto delle ondine e' un bacino naturale, a circa due metri sopra il livello del mare, che si riempie quando soffia il vento di maestrale.
Al laghetto delle Ondine, ogni essere di sesso femminile diventa di diritto un'ondina, ma non è chiaro se sia un complimento (e poi che ci facevano le norrene ondine in Magna Grecia?!?).
Al laghetto delle ondine, se ti metti vicino al bordo che precipita in mare e aspetti, arriva l'onda alta che ti fa la doccia e fa ribollire l'acqua.
Al laghetto delle ondine senti ridere i bambini come neanche all'Acquafan.
Al laghetto delle ondine, se non vuoi prendere le onde, ti metti da lato opposto, dove rimane sempre calmo, e arrivano al massimo delle onde piccole piccole, delle ondine, insomma :)
Dal laghetto delle ondine semplicemente non te ne andresti piu'... anche a costo di saltare il pranzo.
Note alla fine del giorno 10 ovvero meglio essere preparati: Pantelleria strega, vi sono dei posti da cui non te ne andresti piu', per cui meglio essere preparati. Siccome il primo bar e' di solito a qualche kilometro, portatevi dietro dell'acqua e qualcosa da sgranocchiare, fosse anche solo della frutta o dei pomodorini (secondo voi c'e' un numero massimo di pomodorini che si puo' magiare senza andare in overdose??)

sabato 18 luglio 2009

Malpensanti

Malpensanti, non capisco cosa ci sia di male. Ci siamo trovati a Pantelleria centro a ora di pranzo, per fare benzina. Tutti i dietologi predicano varieta' nella dieta, per cui dopo tanto pesce ci voleva una pausa di terra no? E' solo per questo che abbiamo pranzato a ravioli dolci e cannoli, riempiti al momento (i cannoli, ovviamente!!) dalla simpatica commessa di "Kose Duci". Malpensanti.
E il ghiacciolo pesca e passito della gelateria "Katia" era la frutta, certo.

Il calore della terra

GIORNO 9 - FAVARA GRANDE
Finalmente riusciamo ad ingarrare la curva e a trovare il parcheggio da cui parte il sentiero per la favara grande. Un sentiero molto bello, tra l'altro, che si inerpica in collina tra mucche e cespugli di more. Le favare sono fumarole di origine vulcanica perennemente attive. Se volete potete fare una sauna a cielo aperto.

Note alla fine del giorno 9, ovvero quanto siete infide: piccolo update sulle meduse, anche se era un po' che non facevamo incontri ravvicinati. Esiste il "ritorno di medusa" che ha potuto sperimentare il marito a circa una settimana dai morsi, che hanno fatto delle bolle come delle piccole vesciche di bruciatura e hanno ricominciato a prudere tutti insieme. Nessuno ve lo dice, ma dopo averle cosparse di ammoniaca, conviene tenerle protette dal sole. O almeno, ve lo dice il farmacista, ovviamente dopo, incredulo che voi non lo sappiate, mentre acquisti la pomata cortisonica per far passare il prurito...

Mai provato un bacio pantesco?

Alla trattoria "La Trattoria" di Scauri ogni giorno il menu' e' affiancato dalle proposte del giorno. Alla trattoria "La Trattoria" di Scauri il servizio e' rapido e cortese. La trattoria "La Trattoria" di Scauri nel librone delle osterie non c'è ma ci dovrebbe essere. Alla trattoria "La Trattoria" di Scauri ci abbiamo mangiato tre volte e tre volte abbiamo mangiato benissimo.
Il "pesce in bellavista" che spesso troverete nel menù del giorno non e' un pesce panoramico, ma il vassoio colmo di pescato del giorno che ti propongono appena ti siedi. Perche' certi pesci hanno una cottura lunga, per cui meglio scegliere subito se vuoi un San Pietro al forno con le patate o un tonno ai ferri.
Se permettete un'opinione spassionata, nonostante io sia una che mangerebbe pasta mattino, pranzo e sera, in generale i primi piatti della Trattoria sono ottimi, ma non competono con gli antipasti di mare e i secondi. O meglio, occupano spazio nello stomaco che potrebbe essere più piacevolmente riempito :)
Certo, senza considerare i ravioli ricotta e menta, tipici di Pantelleria, e a meno che non capitiate nelle sere in cui fanno il cuscus di pesce e verdure, altra delizia pantesca, ma allora e' un'altra storia. In quel caso arrivate leggeri e affamati, ordinate il cuscus e sbafatevi il piattone che vi mettono davanti, irrorandolo generosamente di brodetto di pesce, e sentite il sapore di mare che rimane in bocca, che, alla maniera di Montalbano, vi spingerebbe a prenderne un'altra porzione se ce la fate(no, non siamo arrivati a tanto!) o a non prendere piu' nulla per non rovinare l'incanto.
Spingerebbe, se non fosse per i baci...

Piccolo consiglio: spesso i ristoranti hanno dei giorni fissi in cui cucinano un certo piatto, per cui conviene sempre informarsi e prenotare, sia il posto, sia il piatto. Ma quando un piatto dipende solo dal pescato del giorno, occorre essere pazienti, e fare la posta al menu' giornaliero della Trattoria. Perche' incrociare il loro polipo alla griglia e' un'esperienza da provare.

E infine, si', i baci di pantelleria sono dei dolci, delle sfoglie di pasta fritte a forma di fiori ripieni di ricotta. Moderatevi, anche se uno tira l'altro... burp!

Note di servizio: noi abbiamo sempre fatto dei pasti di due-tre portate (antipasto-secondo-dolce, primo e secondo, ecc) e il conto non ha mai superato i 30 euro, vino compreso (mezzo litro di bianco del contadino, da cui proviene anche l'ottimo passito che servono e che vi consiglio di provare!!)

Il mare non basta!

GIORNO 8 - MONTAGNA GRANDE
Il mare non basta, e Pantelleria, furbescamente, si adegua. Quasi al centro dell'isola sorge la Montagna Grande, il rilievo piu' alto dell'isola (circa 800m) che comunque e' tutta un saliscendi grazie a crateri spenti (kùddie) sparsi un po' ovunque. L'anno scorso, non sapendo se andare al mare o in montagna, abbiamo salomonicamente deciso di fare una settimana per uno. L'esperienza ci e' piaciuta per cui quest'anno abbiamo deciso di ripetere, solo che stavolta abbiamo ottimizzato, trovando mare e montagna nello stesso posto :)
Dopo i primi giorni passati interamente sugli scogli, abbiamo deciso che ques'isola offriva troppo da vedere per dedicarsi solo al mare, per cui le nostre giornate si sono schizofrenicamente divise tra il mare la mattina e una gita nel pomeriggio.
Il pomeriggio del giorno otto, poi, era un po' nuovolo, per cui andare al mare non tirava proprio, e cosi' abbiamo deciso di andare a vedere la montagna grande, per visitare la grotta dei briganti e ammirare il panorama: in certi punti sotto di noi si stendeva una coltre di nuvole che sembrava di essere in aereo.
Stavolta l'indicazione c'era, ma l'abbiamo equivocata, cosi' la passeggiata di un quarto d'ora per la grotta dei briganti e' divenuta una scarpinatina di quaranta minuti sotto la macchia mediterranea della montagna, prima che ci accorgessimo dell'errore commesso, ma e' stata una bellissima passeggiata comunque, se non fosse stato per un piccolo, insignificante particolare... una montagna e' una montagna, anche se e' al mare, per cui in montagna fa FREDDO. O comunque puo' fare freschino, tirare vento, ecc, specie se il tempo e' gia' variabile ai piedi della montagna.
Almeno un golfino, come ha detto anche Salvatore, il tuttofare del dammuso, quando ci ha visto tornare intirizziti, guardandoci come un padre guarda dei figli un po' testardi. Potevate anche chiedere, ha aggiunto. Effettivamente.

Note alla fine dell'ottavo giorno, ovvero altre cose da mettere in valigia: il saggio consiglio "almeno un golfino" vale per tutta l'isola, dove la sera il clima e' molto umido, specie in riva al mare. Poi ovviamente dovete ricordarvi di portarvelo dietro :)

Vola

Vola il riso nel piatto. Vola la bottiglia di plastica se e' piena per meno di meta'. Vola lo zampirone, l'asciugamano appeso e la ciabatta. Vola il tovagliolo, l'origano da sopra il pomodoro. Non vola, ma si agita la bottiglia (in vetro) di Bianco del Barone che ti sei appena scolato.

A Pantelleria e' tornato il vento e la sua fama non era per niente esagerata.

E mo' basta pero'!

GIORNO 7 - MUEGGEN
Senta lei, piccola isola nera dispersa nel mediterraneo, non si puo' fare cosi'. Capisco che i suoi 84 km quadrati non siano pochi, ma racchiudere tante bellezze non le sembra un po' sfacciato? Perche' non puo' essere che uno sbaglia una svolta e si ritrova in un'altra isola. Cambia il paesaggio, cambia la luce, e la bellezza di cio' che vedi ti colpisce al cuore, quasi dolorosamente. Quando uno pensa di averti piu' o meno capita, ecco che sorprendi lo spettatore con panorami nuovi e sempre diversi.
Il pomeriggio del giorno 7 volevamo andare a visitare la Favara Grande, ma abbiamo saltato una svolata, complice un cartello mancante e il cervello in pappa per lo scirocco, e ci siamo ritrovati nella valle del Mueggen, una zona verdissima a Sud-Est dell'isola, ai piedi della montagna grande, deifinita dai panteschi stessi "L'isola nell'isola". Qui i vigneti sono piu' numerosi che altrove, conferendo al paesaggio tonalita' di verde molto piu' cariche che altrove, quantunque l'isola sia quasi ovunque coltivata. Il mare si vede a tratti, perche' dal lato della costa si alza un costone di roccia che forse era il bordo di un cratere, per cui in certi momenti sembra di stare tra le colline in Toscana o in Umbria, se non fosse per le viti che crescono bassissime. Le uniche costruzioni sono dammusi dall'aria molto vissuta e qualche serra, aumentando la sensazione di essere lontani da tutto e da tutti.
Non abbiamo capito se Mueggen e' solo la zona o anche un paesino che, per quanto girassimo, non siamo riusciti a trovare, ma ad un certo punto non importa piu', vuoi solo una scusa per perderti in questo mare verde. Secondo me, è l'isola stessa che sposta i cartelli :)

Guide turistiche

Dire che eravamo partiti per Pantelleria del tutto impreparati è un po' esagerato. Ci eravamo infatti ricordati di consultare la nostra guida turistica preferita, ovvero il volume "Osteria d'Italia - Sussidiario del mangiarbere all'italiana, Ed. 2006 - Slow Food Editore", graditissimo regalo di una mai abbastanza benedetta amica, che ci consigliava ben tre ristoranti da provare in giro per l'isola. Abbiamo cominciato dall'agriturismo Zinedi, situato proprio sotto l'aeroporto di Pantelleria, "su un costone che domina il faro di Punta Spadillo" recita la guida.
All'agriturismo Zinedi una trentina di fortunati possono anche pernottare nei miniappartamenti o camere doppie (trancuilli, l'aeroporto di notte e' silenziosissimo) mentre per tutti gli altri il ristorante si apre al pubblico ogni sera, offrendo un menù a prezzo fisso (20 euro... invariato dal 2006!! Quasi un record) con una limitata scelta di piatti che variano secondo la giornata (mercoledi' ravioli, giovedi' cuscus di pesce, ma telefonate sempre per conferma) e secondo il pescato. Noi, ovviamente, non ci siamo informati a sufficienza e non siamo andati nè di mercoledì nè di giovedì, ma abbiamo mangiato bene lo stesso :D
Avendo la guida ormai tre anni, ovviamente qualche cambiamento va messo in conto, e infatti l'antipasto a buffet è stato sostituito con un antipasto fisso al piatto (con delle tartine al patè di capperi così buone che le ha mangiate anche il marito odia-capperi) e, ahimè, pare abbia chiuso il caseificio annesso, per cui niente tumma, formaggio fresco tipico di Pantelleria, (anche dal sito si evincerebbe il contrario...bo) ma delle ottime verdure grigliate di loro produzione.
Come primi abbiamo assaggiato gli spaghetti con il profumatissimo ammogghiu o pesto pantesco e con gamberi e pomodorini. Per secondo ci siamo fatti tentare invece da un fritto misto di gamberi e calamari e dai gamberoni alla brace. Tutto e' stato innaffiato dal loro bianco di zibibbo (mai provato un vino bianco dolce e secco allo stesso tempo, buonissimo) che con i suoi 13,5 gradi ben ha preparato il terreno per il bicchierino (non tanto "ino") di passito che ha chiuso il pasto... e di cui ci siamo subito comprati una bottiglia tanto era buono.

Note di servizio: l'agriturismo non accetta carte di credito, e anche con i contanti a volte il resto pare un problema. Portare "gli spicci", che è meglio, tanto non potete sbagliare: 20 euro a testa (vino compreso) e passa la paura!

Figlia dei venti

GIORNO 6 - GITA IN BARCA
Pantelleria e' vanitosa, e come qualunque donna vanitosa, si fa guardare e si fa desiderare. Non tutto e' visibile via terra, il giro in barca non e' solo una piacevole gita, ma l'unico modo per vedere alcune delle bellezze di quest'isola.
Che il giro dell'isola in barca sia dunque piuttosto popolare, lo potrete sicuramente intuire dal numero di gommoni, gozzi, motoscafi e motoscafini che si offrono ai villeggianti sul lungomare di Pantelleria. E questa e' anche la ragione per cui le azzurre e trasparenti acque di Pantelleria in alcuni punti si colorano di riflessi iridati grazie al sottile strato di olio motore che galleggia o per cui potra' capitarvi che la vostra quiete di bagnante sia interrotta dall'arrivo di 30-40 persone su un barcone che non sempre rispetta le distanze regolamentari dalla costa.
Si', siamo degli ecologisti un po' sui generis, rompiballe e un tantino snob, ma a noi l'idea del giro in gozzo o in gommone non attirava piu' di tanto.
Ma per quanto possa sembrare strano, sull'isola detta figlia dei venti, che i Fenici usavano come porto sicuro quando scorrazzavano per tutto il mediterraneo, pare sia complicatissimo riuscire a trovare qualcuno che ti faccia fare il giro in barca a vela. Pare non ci sia mercato: costa un po' in piu' perche' in barca a vela entra meno gente, qualcuno si spaventa quando la barca prende il vento e si inclina, e non ci sono spettacolini a bordo. Detta come va detta, pare che solo Livio, al momento, offra questo servizio.
Livio e' un ragazzo simpatico, appassionato di mare, di vela e della sua isola. Scherza sul fatto che i suoi compaesani lo dicano un po' matto, per il fatto che vivrebbe sembre sulla sua dodici metri, per la quale ha rinunciato alla macchina e quasi alla casa.
Se siete fortunati e lo trovate in zona, ovvero non ha fatto vela per la Tunisia o la Sicilia perche' cosi' gli girava, vi portera' volentieri in giro per l'isola.
Livio fa questo lavoro da poco, per cui gli si perdona qualche ingenuita', come la barca non perfettamente in ordine (dal punto di vista estetico, non della sicurezza!!) o se si dimentica di indicarvi qualche punto dell'isola; ma vi assicuro che ammirare i basalti che si tuffano a mare con il solo rumore del vento anziche' il pot-pot del motore vale tutta la spesa.
Certo, il giro a vela impone delle limitazioni: un numero massimo e un numero minimo di persone, non ci si stende a prendere il sole, e si ha una velocita' di crociera piu' bassa per cui si potranno fare meno soste per il bagno. Noi ne abbiamo fatte due, una alla grotta delle sirene e una a Nica', dove, vicino alla costa, in una grotta molto alta e poco profonda, vi sono delle sorgente termali sottomarine, per cui capita di passare, nuotando, dall'acqua fredda del mare all'acqua caldissima delle sorgenti. Pare faccia bene alla circolazione, non saprei, ma vi assicuro che e' un bagno da non perdere, e via mare si raggiunge molto piu' facilmente che via terra.
Grazie Livio, se non c'eri tu e la tua piccola follia, non ci saremmo goduti appieno questa piccola figlia dei venti. E grazie anche ai nostri simpatici compagni di viaggio, oltre che vicini di casa, che ahimè non siamo riusciti a salutare prima che partissero.

Note alla fine del giorno 6 ovvero oltre che vanitosa sei anche parecchio spiritosa: ovviamente, il giro in barca a vela non potevamo non farlo in uno dei tre giorni di bonaccia che ci sono all'anno a Pantelleria!! Meno male che ci sono i venti termici :)

Sciroccati

Che qualcosa non vada te ne accorgi subito. Sei in riva al mare, ma per la prima volta non basta a tenerti fresco. Il respiro si fa difficoltoso, come se l'aria fosse piu' densa. Non riesci piu' a stare rannicchiato sugli scogli, devi stenderti, per espandere i polmoni. Gli scogli intorno sono bellissimi, lunari. La testa e il cuore vorrebbero andare a fare una passeggiata, ma lo stomaco te lo sconsiglia vivamente. In altre circostanze staresti gia' andando su e giu' per gli scogli ma oggi no, oggi i muscoli si rifiutano categoricamente di muoversi oltre lo stretto necessario.
Bevi tutta l'acqua che ti sei portato. Mangi tutta la frutta. Il tuo corpo stesso ti chiede idratazione e sali minerali. Ti bagni la testa, ma ancora non basta. Cerchi l'ombra per la prima volta in una settimana, fortuna che gli scogli formano una parete che rimane ombreggiata.
La salita verso il motorino e' stranamente faticosa, e non lo e' mai stata. Pensi che sulla terrazza del dammuso si stara' meglio, sotto il fresco del cannucciato. Ma anche qui c'e' qualcosa che non va. Il vento soffia ma non rinfresca. Gli insetti sembrano impazziti, girano in tondo, bassi, intorno alle piante, senza trovare pace. Tu ci metti una vita a fare alcunche', cerchi di apparecchiare la tavola ma dimentichi sempre qualcosa. Entri ed esci un milione di volte, aumentando con il movimento la sensazione di caldo. Il cervello sembra inceppato.
Poi improvvisamente osservi le tende, che vengono sbattute dal vento in direzione contraria rispetto al giorno prima, e capisci. Capisci che e' arrivato. Non e' la prima volta che lo incontri, ma in continente arriva un po' attenuato, anche se anche li' e' capace di mandare il cervello in pappa. Capisci le leggende ed i racconti. Ed anche se i panteschi dicono che non e' proprio quello vero, perche' quello vero veramente non fa respirare e porta le temperature sopra i 35, il vento di scirocco quasi fresco che e' arrivato e' bastato ad abbatterci lunghi distesi sui muretti a calce della terrazza, in attesa che passi.

mercoledì 15 luglio 2009

Ne avevamo solo sentito parlare...

GIORNO 7 - Punta Tre Pietre

Venendo da Scauri, percorrendo in direzione Pantelleria la strada perimetrale che costeggia tutta l'isola, subito dopo il "villaggio tre pietre" si trova uno spiazzetto dove potrete lasciare il motorino. Cercando poi di indovinare il sentiero, attraverserete un paesaggio lunare di rocce nere come carbonella, a buchi come il formaggio e piuttosto taglienti, ma niente paura.
Verso il mare le rocce si arrotondano, si appiattiscono e offrono una bella discesa a mare, ricca di gradoni naturali, calette, lagune.
E fu li' che, infine, facemmo la sua conoscenza.