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martedì 15 dicembre 2009

Ci risiamo...

Salta le chiacchiere e vai alla ricetta: Sformato di radicchio



E' di nuovo stagione di radicchi, per cui occorre ingegnarsi con nuove ricette per evitare di fare e rifare sempre solo insalate e minestroni. L'anno scorso ho cominciato ad avvicinarmi seriamente all'ortaggio in questione, e a raccogliere tante ricette simpatiche. Così, da un'ispirazione di Staximo è nato questo:

TORTINO DI RADICCHIO
120g Farina
200gr Ricotta
1/2 Cespo di Radicchio
80ml Olio e.v. di Oliva
50ml Latte
1/2 Bustina di Lievito per torte salate
4 Uova
Sale, Pepe
Burro e Farina per lo stampo

Tagliare il radicchio a striscioline sottili. In una ciotola mescolare la farina con il lievito, due pizzichi di sale e un pizzico di pepe. lavorare un po' il composto a secco con una forchetta (equivale quasi a setacciarlo). Stemperare la ricotta con il latte.
In un'altra ciotola sbattere i rossi delle uova, unire l'olio, il latte con la ricotta e il radicchio. Amalgamare il composto e utilizzando una frusta unirlo alla farina.
Montare a neve i bianchi d'uovo e aggiungerli al composto molto delicatamente. Versarlo in una tortiera di 26cm di diametro precedentemente imburrata e infarinata. O in un comodissimo stampo in silicone ;)
Cuocere per 40 minuti circa in forno preriscaldato a 170-180°C


Se si preferisce, il radicchio si può saltare leggermente in padella prima di comporre lo sformato, ma vi dirò che ho preferito tenerlo.. croccante :)

martedì 24 novembre 2009

Come far tardi - Esercitazione Pratica



Esercizio: 
Siete stati invitati da un caro amico a trascorrere un fine settimana in campagna da lui, nella sua bellissima casa in Val Nerina. Scopo dell'esercitazione è percorrere la distanza tra il vostro punto di partenza, il comune de L'Aquila, e la destinazione, posta a 112 km da voi, normalmente percorribile in poco più di due ore, in non meno di sette ore, in condizioni normali di traffico, senza guasti meccanici e senza annoiare i viaggiatori.

Svolgimento:
Selezionare accuratamente la compagnia di viaggiatori: dovranno essere di buona compagnia, di buona forchetta e di migliore stomaco. Intraprendere il viaggio un sabato mattina ad un orario comodo, tipo verso le nove del mattino, per non sconvolgere troppo i meno mattinieri del gruppo (io).  Fare un'abbondante colazione che il viaggio è lungo. Dopo un'oretta, percorsi appena  48 km, fermarsi a fare la seconda colazione, dopotutto siete appena arrivati a Campotosto: volete forse perdervi una colazione a base di mortadella di campotosto alle 10.00 del mattino in riva al bellissimo lago? E già che ci siete comprate un paio di confezioni di ferratelle con la nutella per la colazione del giorno dopo.
Riprendere il viaggio. Dare immediatamente retta al primo accenno di languorino che il vostro pancino vi segnala, che casualmente capiterà mentre state arrivando a Norcia, e fermarsi per uno "spuntino". Un piatto di tagliatelle con i funghi dopo, giusto per non rimettersi in macchina subito, dirigersi verso la fabbrica di cioccolato "Vetusta Nursia" di Antonio Verucci, eseguire la visita guidata e saccheggiare opportunamente lo spaccio aziendale.
Riprendere il viaggio, ma con calma, che la tagliatella poi torna su. Anzi, meglio fare un'altra sosta di decantazione. Anche perchè siete arrivati Castelluccio e tocca comprare le lenticchie.
Ormai siete quasi a destinazione ma siccome il viaggio è durato veramente un attimo, ricordartevi che, povere stelle, stasera qualcosa bisogna pur mangiare, per cui prima di arrivare a destinazione fate un giretto a  Castelsantangelo sul Nera e poi fermatevi a fare scorta per la grigliata di stasera nel camino della tavernetta: arrosticini, costarelle, salsicce di fegato e non, e qualunque altra cosa meriti di finire sulla brace. Dulcis in fundo, visto che sempre di gita culturale si tratta, e che ormai siete in prossimità di Visso, patria di un salame buonissimo e difficilmente reperibile altrove, fermatevi a fare scorta di ciauscolo.
Controllare l'orologio, ormai dovreste aver svolto il compito, per cui non vi resta che accendere il camino. Poi, qualche pecora e molti litri di vino dopo, cercate di dormire senza sognare la giusta vendetta degli ovini, magari evitando di crollare addormentati in bagno, con la porta chiusa a chiave, gettando nel panico i vostri compagni di viaggio. Anche perchè il giorno dopo dovreste tornare a casa.

Tutto questo succedeva qualche tempo fa, e tante cose sono cambiate da allora, ma penso che tutti i coraggiosi compagni di viaggio ricordino con emozione ed allegria quei momenti. In una fiera di paese ho trovato la bancarella di un salumiere umbro, e non ho resistito.

GATTO' DI PATATE AL CIAUSCOLO



1 kg di patate a pasta gialla
2 bicchieri di latte
500 gr di salame ciauscolo
400 gr di mozzarella o caciotta
5 uova
150 grammi di parmigiano grattugiato
pangrattato
una manciata di prezzemolo
Noce moscata
Sale e pepe nero macinato q. b.

Preparazione:
Tagliare a dadini il formaggio scelto. Se si usa la mozzarella ed è molto fresca conviene metterla a scolare un po'. Per l'accoppiamento con il ciauscolo consiglierei, appunto, della mozzarella di vacca (che dalle nostre parti si chiamafiordilatte, perchè la mozzarella è una sola :) o della caciotta morbida ma non troppo saporita. Lavare e tritare il prezzemolo.
Tagliare il ciauscolo a fette e togliere la buccia. Passare il ciauscolo sulla bistecchiera calda per qualche minuto, rosolando un po' entrambi i lati delle fettine. Conservare il grassetto di cottura. Tagliare il ciauscolo a dadini.
Lessare le patate con la buccia (o cuocerle in microonde). Ancora calde, pelarle e passarle allo schiaccia-patate. Metterle in una grossaciotola. Aggiungere alle patate quasi tutto il grassetto di cottura (ed eventualmente un po' di burro se necessario), le uova intere, il latte, una manciata di parmigiano, un po’ di noce moscata, e il prezzemolo e mescolare a mani nude finchè non è ben amalgamato (è una di quellericette in cui i bambini si divertono moltissimo a... aiutare la mamma!!).
Aggiungere i dadini di ciauscolo e regolare di sale e pepe (occhio che il ciauscolo è piuttosto saporito). Ungere con il grasso di cottura una teglia rettangolare e spolverarla di pangrattato. Riempire per metà la teglia con il composto di patate avendo cura di farlo ben aderire al fondo e alle pareti, non importa che sia ben livellato, anzi. Anche questa operazione viene meglio fatta a mani nude, della serie, ormai siamo coperti
di patate...
Ricoprire tutto con i dadini di formaggio, e ricoprire con il resto dell'impasto di patate. Cospargere di pan grattato e fiocchetti di burro (e/o di grassetto se ne è avanzato). In alternativa, se si preferisce, il formaggio può essere aggiunto a dadini nell'impasto.Cuocere in forno gia' caldo a circa 190 gradi per 30-35 minuti o finche' la superficie sia ben dorata. Togliere dal forno lasciare raffreddare una mezz'oretta.
A casa nostra il gattò è piatto unico, al limite si accompagna a un contorno leggero, un insalata o delle zucchine al vapore ad esempio.

Per dovere di cronaca, il gattò di patate napoletano, che ha quasi più ricette "tradizionali" della pastiera, a rigore si prepara con tocchetti di salame e utilizzando il burro nell'impasto e per la teglia. Il Super, che sulle ricette napoletane è più ortodosso di me, e oltretutto è anche viziato, il gattò di patate
lo fa con salame (se c'è), mortadella e provola.

Per altre, più precise informazioni sul ciauscolo vi rimando a chi è molto più brava di me a raccontare, Artemisia Comina e il suo viaggio in Umbria...

martedì 24 giugno 2008

La Pizza Rustica


Avete presente quei piatti che ti accompagnano da sempre, che fanno parte della famiglia esattamente come i quadri e i soprammobili che sei da sempre abituato a vedere per casa ma non sai proprio da dove vengano? Quelli che impari facendoli insieme alla mamma? La pizza rustica per me è uno di quei piatti, semplice e godurioso.
Non è niente di speciale, probabilmente già nota ai più, una semplice torta rustica che racchiude in un guscio di pastafrolla (se possibile non troppo dolce) un ripieno di ricotta e piùomenotuttoquellochecèinfrigo, avanzi di mozzarella, provolone, fondi di salame, fettine di prosciutto che chiedono pietà, ci si può sbizzarrire, aggiungendo infine qualche uovo (dipende quanto la si fa grande) per dare consistenza, prezzemolo se piace, sale, pepe, e parmigiano se c'è. Alla fine nasce un bel contrasto agrodolce che sorprende.
Nella pizza rustica può finirci un po' di tutto, tanto che l'ultima volta l'ho fatta a Pasqua per dare degna sepoltura alle palline di ricotta che non avevano riscosso molto successo. Devo dire che il sapore di sesamo e prosciutto ha dato un tocco esotico che non mi è dispiaciuto, da riprovare.

giovedì 31 gennaio 2008

La faccia mia sotto i piedi vostri...

Cuoca dilettante, blogger dilettante, fotografa ancor più dilettante. A ciò si aggiunga una tara di fondo e cioè che sono anche ingegnere, affetta perciò dal morbo del com'èffatto? comefunziona? riescoarifarlo?
Questo ahimè, è il mio approccio alla cucina, per cui non riesco tanto a cucinare senza un ricetta davanti (anche se poi la cambio quasi sempre) e non riesco a resistere a ricette con ingredienti strani, procedimenti curiosi e accostamenti arditi.
Fortunatamente in casa siamo dotati tutti di un bell'appetito per cui ogni esperimento, più o meno riuscito, viene comunque consumato.
Ne consegue che sono sempre alla ricerca di spunti, colleziono ogni ricetta che trovo e, ovviamente, sono appassionata di foodblogs!
Siccome finalmente ho trovato un po' tempo da dedicare a questo pseudoblog, ho voluto elencare alcuni dei siti che visito più spesso, per ringraziare e segnalare tante persone che per me sono continuamente fonte di ispirazione. La lista è tutt'altro che definitiva, anzi molto incompleta ed in ordine rigorosamente analfabetico.
Ho dedicato un link anche ai malcapitati (almeno quelli dotati di blog) che più o meno spesso mi hanno fatto da cavia.
Insomma, questo è un diario di esperimenti, come la terrina di ceci e carote che vedete in foto e la cui ricetta ho preso dal sempre mitico cavoletto. L'idea di usare la farina di ceci in maniera alternativa mi ha incuriosito subito, e devo dire che mi è uscita benino, anche se forse era un po' poco saporita. Mi sono venute in mente un sacco di varianti, che prima o poi sperimenterò.