mercoledì 7 gennaio 2009

La prima lezione del 2009


Giorno di rientro al lavoro. Giove Nevio, il cugino di Giove Pluvio, ci aveva visitati di sfuggita il primo di gennaio, ma aveva fatto un spolverata leggera ed era finita lì. Per due centimetri di neve, la MATTINA DEL PRIMO GENNAIO ALLE ORE 11.00, erano già passati spazzaneve e spargisale per evitare la formazione del ghiaccio. Urca, organizzati da queste parti.
Ci siamo così goduti senza pericoli il paesaggio imbiancato, l'atmosfera rarefatta, i suoni ovattati. Mi è sempre piaciuta la neve. Sarà che da piccola avevo una "nonna del mare" e una "nonna della montagna" dalla quale si andava a sciare, per cui la neve mi riporta immancambilmente il suo ricordo. Potrei stare ore a guardare la neve che fiocca, o a osservare le nuove curve del paesaggio che la neve ti fa scoprire e quelle che al tempo stesso nasconde. Si riescono a contare i rami degli alberi ma non trovi più i gradini di casa.
Stamattina il marito mattiniero mi avverte che Giove Nevio ci stava riprovando. Io, che ho l'ingresso flessibile in ufficio (arma a doppio taglio per una dormigliona come me), mi giro placidamente dall'altro lato pensando che aspetto che la temperatura si alzi un po'.
Parecchie rigirate dopo, finalmente esco di casa. Qualche centimetro di neve sulla macchina, qualche fiocco cade ancora, ma niente di preoccupante.
Magari smette.
Non sono preoccupata, sono prudente in macchina, io. A casa mi chiamano la lumaca. Non vado mai forte. Le strade sono sgombre, basta andare con calma. La neve bisogna rispettarla, ci ricorda che per quanti progressi facciamo, la natura può fermarci quando vuole. Niente corse e colpi di testa, anche se sei in ritardo.
Arrivo in ufficio senza problemi. Giove Nevio è passato da "qualche fiocco" a "parecchi fiocchi", ma in fondo magari smette.
Al primo sguardo capisco che la giornata in ufficio sarà dedicata al cazzeggio selvaggio. Causa risistemazione uffici, hanno dovuto restringere gli spazi nel nostro open space per far posto a non so quante scrivanietavolinimobilettiarmadietti che di là non c'entravano... Vabbè, la situazione non è scomoda ma ovviamente vanno spostati tutti i fili di telefono, internet, ecc, ecc.
Un gran regalino di addio per il mio collega junior che è al suo terzultimo giorno di lavoro e che trovo infilato sotto la mia scrivania avvolto nei cavi UTP5 modello Lacoonte e l'idra... Tanto per togliergli ogni dubbio sul fatto se abbia fatto bene ad accettare un'offerta di lavoro più remunerata, più stabile e più formativa. Ma sospetto anche che c'entri qualcosa il fatto che io non valgo granchè come capo.
La mattinata passa controllando le mail accumulate, a prendere le misure dei nuovi spazi, a chiacchierare con i colleghi delle rispettive vacanze, e anche a lavorare, sì, ma con calma. I capi dei capi sono ancora in ferie ;)
Ogni tanto guardiamo dalla finestra. I "parecchi fiocchi" diventano via via "molti molti fiocchi", "tanti tanti fiocchi", "moltissimi fiocchi", "una caterva di fiocchi", "c... come viene giù". Il magari smette si fa sempre più improbabile.
Siccome per arrivare a casa devo fare delle stradine di campagna che probabilmente non vedranno lo spazzaneve neanche in foto, dopo pranzo decido di andare verso casa, prima del buio. Diligente, mi porto via il mio portatile che se le cose si mettono male, domani lavoro da casa.
La neve mi mette sempre di buonumore, per cui prendo con allegria persino lo scivolone nel parcheggio che mi ha sdraiato lunga distesa coprendomi di neve dal berretto agli stivali, borsa del portatile compresa. Spero che i miei colleghi non stessero alla finestra, o domani sai che sfottò.
Libero la macchina dalla neve e mentre metto in moto, ripasso mentalmente tutto quello che so sul guidare sulla neve: vai piano, non inchiodare, niente manovre brusche. So di non essere granchè al volante, per questo sono molto prudente.
Le srade si stanno gradualemte riempendo di neve. Spazzaneve non se ne vedono. Mi prendo i miei tempi, prima-seconda e prova freni in una stradina deserta. L'ABS risponde, la macchina frena. Mi sembra tutto ok, mi avvio verso casa, ma perchè quel camioncino è sempre più vicino? E perchè io non rallento?? Occazz... SBADABAM!!!

Ebbene sì. Ho tamponato. Niente sinistri da '92. Macchina nuova di pacca. Ecco cos'è la neve. Tenera e romantica come un orsetto polare, finchè lo vedi da lontano e non tenti di abbracciarla. Tsè.

Costatazione amichevole e via verso casa. Arrivata sana e salva, affogando il dispiacere in un the bollente. Corretto alla menta. Con i nocciolini di chivasso che mi ha portato la mamma. Ognuno si consola come può.

Sono indecisa su quale sia la prima lezione del 2009... forse dovevo restare a letto?

P.S. Sto bene, non mi sono fatta niente, ma che Blogleanno di m...

1 commento:

Mauro ha detto...

Certo che la scena nel parcheggio deve essere stata davvero bellissima...

Come ti ho detto, la macchina si ripara d'altronde l'assicurazione la paghiamo per questo.

L'importante è che anche stasera sei tornata sana e salva da me!

Un blogabbraccio consolatorio.

Mauro