lunedì 6 aprile 2009

Silenzio

In questi momenti, parlare di esperienze personali fa sentire piccoli e inutili. So solo che amavo guardare le montagne dal centro della piazza, guardare la movida di studenti che il giovedì riempiva i vicoli, nonostante il freddo. Quello pseudonapoletano svedese nell'anima di mio marito esclamava con allegria "Stamattina ci sono -2, c'è un'aria bellissima". So che ho conosciuto gente bellissima. So che lì abbiamo passato uno dei periodi più belli della nostra vita. Lì dove ora ci sono solo macerie. Che altro dire, vedremo di mobilitarci come possiamo. Per ora vi arrivi il nostro abbraccio. Poca cosa, lo so.

4 commenti:

Mirtilla ha detto...

solo una preghiera...ed un abbraccio

Ciboulette ha detto...

Elisabetta
immagino come sia doloroso vedere distrutto ciò che hai amato. Ti abbraccio. Elvira

Elisabetta ha detto...

Grazie dell'affetto. Il mio dolore è ben poca cosa rispetto a chi ha perso tutto. So che queste tragedie dovrebbero colpirci (in senso metaforico) indipendentemente se conosciamo o meno i posti dove accadono, ma alla fine siamo umani.
Un abbraccio forte

Mauro ha detto...

i cellulari che squillano a vuoto, le immagini dei TG in cui speri di vedere qualche volto noto, i momenti di terrore quando ti viene in mente "io ero li dove ora ci sono solo macerie".



Poi finalmente un telefono risponde: "Stiamo bene... ho sentito qualcuno degli altri anche loro hanno avuto la casa distrutta ma sono tutti sani e salvi".


Un sospiro di sollievo.

Poi le altre scosse.
Una mentre ero al telefono con uno degli amici: "Ti lascio che cerco di recuperare qualcosa da casa prima che sia troppo tardi".

4 anni di vita intensa...
...i primi fuori di casa
...i primi di vita matrimoniale

Trovarsi a pensare: la nostra prima casa sarà ancora in piedi?

Infine la lista dei nomi, da scorrere tutta d'un fiato fino alla fine.

Cari amici, a tutti voi un abbraccio forte e una preghiera.