martedì 16 giugno 2009

Appunti di viaggio per aspiranti berlinesi

Un giorno basta e avanza per visitare i maggiori punti di interesse della città, musei esclusi. Ovviamente se siete turisti stakanovisti con scarpe comode e buoni polpacci. E a patto che non vi dispiaccia avere i piedi come zampogne la sera.

Berlino si gira in bici. I berlinesi girano in bici. Sulle piste ciclabili loro hanno la precedenza. E no, non scampanelleranno, non avvertiranno e non devieranno. Siete in torto voi, pedoni sulle ciclabili.

Comunque la pensiate, un paese non può andare avanti se non affronta il proprio passato. I berlinesi, in questo, possono dare lezioni a chiunque. Qualche lezione, forse, sarebbe anche da imparare.

Perdetevi nel silenzio irreale dei parallelepipedi del Holocaust Mahnmal.


Preparatevi a piangere come vitelli davanti alla rievocazione della caduta del muro.

Spaventatevi davanti alla East Gallery, mentre percorrete il lungo pezzo di muro rimasto, immaginandovi come doveva essere vivere in una immensa gabbia a cielo aperto. Pensate alla stupidità e la crudeltà umana. E pensate ai muri che continuano a costruire, alle famiglie che continuano a dividere, al male che continuano a fare.


Raccogliete la mascella che vi è caduta dalla meraviglia quando vi rendete conto che quel laboratorio di architettura che è Potsdammer Platz, nel '93 quando ci siete passati di sfuggita, era una distesa di terra battuta con il nulla intorno, tanto che ci avevano potuto costruire una replica di villaggetto medievale per un festival a tema, e che voi quando ci siete arrivati vi siete detti: "Bah, saremo finiti in periferia". Potsdammer Platz è il centro quasi esatto di Berlino, ma fa niente.


Scoprite quanto sia semplice e geniale far convivere vecchia e nuova architettura, e farne anche un'attrazione turistica; e quanto sia bello guardare il cielo incorniciato.



La zona turistica è talmente tirata a lucido che se per errore versate il cappucino Starbucks sulle pulitissime scale che portano sull'argine della Sprea, non riuscirete a resistere alla tentazione di pulire immediatamente con tutti i fazzolettini di carta che avete a disposizione.

Respirate un po' d'Europa, che fa sempre bene.

Fatevi avvolgere dal calore di una città in continua trasformazione, di un popolo in continuo movimento che ama stare insieme e stare all'aperto, sorseggiando stranissimi cocktail a base di birra e chiacchierando incessantemente.

Se il fegato ve lo consente, mangiatevi tutti i currywurst che potete.

Giocate con gli specchi che portano la luce naturale nella stazione della metropolitana.

Resistete alla tentazione di fare la foto con i figuranti vestiti da soldati al Checkpoint Charlie.

Immaginatevi l'armata rossa con relativi carri armati che entravano per la Frankfurter Tor e percorrevano la Karl Marx Allee.

Scoprite che anche a Berlino ci sono gli umarells, anzi, li mettono anche sui semafori.



Gira e rigira, si finisce sempre sotto al nettuno (questa è per soli bolognesi...).


Dedicate una giornata all'isola dei musei: quando i piedi vi fumano e siete pieni di cultura, stravaccatevi sull'erbetta a prendere il sole, godendovi lo spettacolo di una città che sa vivere e sa riposare.




Se proprio dovete perdere un pedale della bici a noleggio, fatelo nell'immenso Tiergarten dove dei nerboruti operai tedeschi stanno montando delle strutture per la maratona cittadina e vi potranno prestare la chiave inglese necessaria a riprendere il vostro viaggio.

Sperimentate di persona il fatto che dopo la terza birra il resto è coca-cola. Certo, poi , dopo sei birre a testa, alzatevi da tavola e tornate in albergo in bici. Meno male che a Berlino le bici salgono anche in metropolitana.


Tornati a casa, filate subito ad affittare e rivedere quel capolavoro di "Goodbye Lenin".

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Quest'estate passerò le vacanze a Berlino e se prima ero certa di aver fatto la scelta giusta, dopo il tuo favoloso racconto ne sono straconvinta! Currywurst e birra sto arrivandooo e il fegato? Beh quello lo lascio a casa!:-D

Orsola

Anicestellato ha detto...

Grazie per il dettagliato reportage!

Elisabetta ha detto...

Vai così Orsola!! Poi ci scambiamo opinioni al ritorno... io, te e il tuo fegato ;)

Prego, Anice, dovere per i miei fedeli lettori... purtroppo non tutto si è fissato nelle mengingi inzuppate di birra :D

Elisabetta ha detto...

Pensa te le mengingi... i neuroni ne risentono ancora... :D