domenica 28 giugno 2009

Canta Appress'a Nuje

La prima volta che ho sentito la tua voce, veniva dall'autoradio della macchina di papà. In mezzo ai Beatles e al Rithm&Blues, almeno con te capivo le parole. Parlavi di favole che giocano, di burattini, di Napoli. Con te ho scoperto che le canzoni non devono per forza parlare d'amore, che l'armonica è difficilissima da suonare e che la chitarra può fare magie. Grazie a te Peter Pan aveva la faccia di uno scugnizzo, e il Capitan Uncino doveva essere parente di quell'arpia della mia maestra di prima elementare.
Mi hai accompagnato sempre. Sei stato uno dei primi concerti che i miei genitori mi hanno portato a vedere. Ogni tanto duettavi con qualcuno... ma la tua voce era inconfondibile. Le tue canzoni non invecchiano mai, il che non mi fa ben sperare per le sorti di questo buffo paese. Mi hai insegnato che si può essere serissimi anche scherzando su tutto, se si è disposti prima di tutto a scherzare su sè stessi.
Grazie a un tuo concerto ho scoperto che gioiellino è Casertavecchia, e che non serve che la canzone sia romanticamente melensa per ballare abbracciati. Sulle tue canzoni canto a squarciagola anche se so di essere stonatissima, ogni volta che qualcuno mi promette mari e monti, sento il gatto e la volpe che accordano la chitarra. Mi tiri giù sulla terra quando mi sento un po' troppo tra i dotti, medici e sapienti e mi fai volare alla ricerca delle cose importanti, come isole che non ci sono.
Confesso che era un po' che non ti pensavo, però. La casa, il lavoro, gli impegni, i fili che i burattinai ci mettono e che tante volte hai citato in interviste e canzoni, hanno portato la mia mente altrove. Così, quando ho scoperto che suonavi in un paesino qui vicino, durante una festa di paese, l'ho preso quasi come un regalo personale. Ed è stata, come sempre, una grandissima emozione. Grazie Edo.


Purtroppo siamo riusciti ad arrivare solo a concerto iniziato, quindi non so se l'hai cantata. La mia canzone preferita. Quella che mi porto sempre dentro. Una canzone che mi ha segnata profondamente. Riguardo la mia vita e mi accorgo che ne è stata la colonna sonora. Perchè essere soli a fare qualcosa non è un buon motivo per rinunciare.


Se una ragazza, vuole di sera
andare sola per strada
non lo può fare
non è corretto
che non sia accompagnata.

Andare sola, per la città
mi sembra un fatto normale
ma una ragazza
chissà perché
questo non lo può fare.

Andare sola per la città
e non c’è niente di male
ma una ragazza
chissà perché
questo non lo può fare.

È un incantesimo strano,
che la colpisce da sempre
mentre il duemila
non è poi tanto lontano*


Tutte le sere rinchiusa in casa
ma questa volta ha deciso
e vuole andare
per la città
sola col suo sorriso.

Sola per strada col suo sorriso
e chi può farle del male
se ci saranno
mille ragazze
che la vorranno imitare!...


Testo tratto dal sito dell'Edofanclub

* Questo verso qui è stato poi cambiato in "ormai è di nuovo lontano"... parlando di attualità delle sue canzoni.

2 commenti:

Mirtilla ha detto...

edo e'davvero un grande!!!
bravissimo autore ed interprete e persona molto alla mano ;)

Elisabetta ha detto...

Sono d'accordo sul grande autore e interprete. Non ho mai avuto modo di conoscerlo di persona, ma mi dà l'idea di una persona semplice e un po' timida... il che me lo rende ancora più simpatico.
Un bacione