sabato 18 luglio 2009

Sciroccati

Che qualcosa non vada te ne accorgi subito. Sei in riva al mare, ma per la prima volta non basta a tenerti fresco. Il respiro si fa difficoltoso, come se l'aria fosse piu' densa. Non riesci piu' a stare rannicchiato sugli scogli, devi stenderti, per espandere i polmoni. Gli scogli intorno sono bellissimi, lunari. La testa e il cuore vorrebbero andare a fare una passeggiata, ma lo stomaco te lo sconsiglia vivamente. In altre circostanze staresti gia' andando su e giu' per gli scogli ma oggi no, oggi i muscoli si rifiutano categoricamente di muoversi oltre lo stretto necessario.
Bevi tutta l'acqua che ti sei portato. Mangi tutta la frutta. Il tuo corpo stesso ti chiede idratazione e sali minerali. Ti bagni la testa, ma ancora non basta. Cerchi l'ombra per la prima volta in una settimana, fortuna che gli scogli formano una parete che rimane ombreggiata.
La salita verso il motorino e' stranamente faticosa, e non lo e' mai stata. Pensi che sulla terrazza del dammuso si stara' meglio, sotto il fresco del cannucciato. Ma anche qui c'e' qualcosa che non va. Il vento soffia ma non rinfresca. Gli insetti sembrano impazziti, girano in tondo, bassi, intorno alle piante, senza trovare pace. Tu ci metti una vita a fare alcunche', cerchi di apparecchiare la tavola ma dimentichi sempre qualcosa. Entri ed esci un milione di volte, aumentando con il movimento la sensazione di caldo. Il cervello sembra inceppato.
Poi improvvisamente osservi le tende, che vengono sbattute dal vento in direzione contraria rispetto al giorno prima, e capisci. Capisci che e' arrivato. Non e' la prima volta che lo incontri, ma in continente arriva un po' attenuato, anche se anche li' e' capace di mandare il cervello in pappa. Capisci le leggende ed i racconti. Ed anche se i panteschi dicono che non e' proprio quello vero, perche' quello vero veramente non fa respirare e porta le temperature sopra i 35, il vento di scirocco quasi fresco che e' arrivato e' bastato ad abbatterci lunghi distesi sui muretti a calce della terrazza, in attesa che passi.

2 commenti:

Ciboulette ha detto...

Il vento dell'Africa arriva spesso anche qui in Puglia...nonostante la sensazione di "abbattimento" fisico, il desidreio di fare una passeggiata su quegli scogli è fortissimo :)

Elisabetta ha detto...

Sono tornata da due giorni e giro per casa come quella della pubblicità delle crociere... sai quelli che piangono per aver finito le vacanze?? Non avrei mai pensato che degli scogli appuntiti mi sarebbero mancati così tanto...
Un bacio